Il Vino Italiano Domina i Mondiali di Russia 2018.

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La mancata qualificazione della Nazionale di Calcio Italiana ai Mondiali di Russia 2018, ha senza dubbio rattristito e destabilizzato il morale dei tanti appassionati di pallone, ma c'è comunque una buona ragione per sorridere: la Russia è un mercato strategico per il consumo di vino italiano. E le probabilità di stappare - prima o dopo un match - una bottiglia tricolore sono altissime. 

Il mercato moscovita sta reagendo molto positivamente alla crisi economica che ha messo a dura prova il Paese negli ultimi anni, tant'è che fra gennaio e novembre dello scorso anno, le importazioni di vino sono aumentate del + 12% in quantità e del + 37% in valore rispetto al 2016.

Ancora più incisiva e determinante è stata la crescita del vino Made in Italy, che ha registrato un + 37,9% in quantità e il 41% in volume, superando addirittura quella francese (+ 31%) e quella spagnola (+ 20%) andando a rafforzare e a consolidare ulteriormente la nostra leadership nella principale Repubblica ex sovietica.

Da gennaio a novembre 2017 l'Italia ha venduto in Russia oltre 716.000 ettolitri di vino, pari a 222, 58 milioni di euro, che rappresentano circa il 29% del valore complessivo delle importazioni enoiche, confermandosi primo partner ufficiale di questo Paese. 

Nonostante questo importante traguardo ottenuto, non bisogna di certo abbassare la guardia: la Francia sta iniziando a recuperare terreno, con 141, 26 milioni di euro (+ 38%) per un totale di 358.000 ettolitri venduti (+ 35%), mentre la Spagna paga ancora lo scotto di un prezzo medio decisamente inferiore rispetto al nostro Bel Paese (1,15 €/l contro i 3,11 €/l italiani) ma, nonostante questo,  resta ancora il primo esportatore per quantità (1,1 milioni di ettolitri per 130, 86 milioni di Euro). 

Anche se quest'estate non sarà possibile trascorrere le giornate davanti alla televisione per guardare le partite della Nazionale, abbiamo comunque una buona ragione per essere lo stesso i veri protagonisti di questi Mondiali di Calcio 2018. 

 

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Il Vino Bellunese grande protagonista al Vinitaly 2018.

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Sarà la neoeletta Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ad inaugurare domenica 15 aprile la 52° edizione del Vinitaly "Salone Internazionale del Vino e dei Distillati", la più importante fiera per il settore vinicolo italiano e una tra le più prestigiose al mondo, che si svolge alla Fiera di Verona nel periodo compreso tra la fine di marzo e la prima settimana del mese di aprile.

Il Salone riunisce ogni anno produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader ospitando più di cinquanta degustazioni tematiche di imprenditori vinicoli italiani ed internazionali, proponendo un ricco calendario di convegni, workshop ed eventi dedicati all'approfondimento delle principali tematiche legate al settore del vino.

La scorsa edizione del Vinitaly ha registrato 128.000 presenze provenienti da 142 paesi, 32.000 buyer stranieri (+ 8% rispetto al 2016) e oltre 4.270 aziende, andando così a premiare la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone dedicato ai wine lover nella splendida ed incantevole Città di Verona.

Fra pochi giorni il vino bellunese farà il suo ingresso da vero protagonista al Vinitaly 2018. Martedì 17 aprile nello stand di Confagricoltura (Padiglione 9 Area D) si svolgerà un incontro pubblico per dare il giusto risalto e valore alla realtà vinicola della Provincia di Belluno, che nel solco di un'antica tradizione, sta riscoprendo il proprio potenziale enologico con la scelta di vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al terroir di montagna e al clima rigido delle Dolomiti Bellunesi.

A introdurre la tavola rotonda sarà Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio di Tutela Coste del Feltrino, seguito dagli interventi di Giampaolo Cet, presidente di Piwi Veneto e da Diego Donazzolo, attuale presidente di Confagricoltura Belluno.

Guarnieri si soffermerà sul ripercorrere le principali tappe che hanno contribuito alla rinascita della viticoltura a Belluno, una zona di grande produzione di vino fino alla prima metà del Novecento (soprattutto nel Feltrino) con una resa di 80.000 ettolitri all'anno. Un patrimonio che purtroppo è andato perduto a causa dello scoppio della Grande Guerra e della comparsa della fillosseraperonospora e dell'oidio, ma ora  risulta in costante crescita. 

Nel corso degli anni le aziende che sono riuscite a sopravvivere hanno ricominciato a coltivare varietà autoctone come la Bianchetta, la Pavana, la Gata e alcune varietà internazionali che stanno dando buoni risultati nel nostro territorio montano come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer aromatico e Manzoni Bianco.

Oggi le undici aziende che hanno dato vita al Consorzio Coste del Feltrino coltivano venti ettari con una produzione di 1.200 ettolitri di vino all'anno. Il mercato sta rispondendo bene sia in Europa che oltreoceano e, proprio per questo, Enzo Guarnieri si farà promotore di chiedere nei prossimi mesi l'assegnazione di una Denominazione di Origine Controllata (DOC) per tutelare maggiormente i vini delle Dolomiti Bellunesi.

Al termine dell'incontro seguirà un brindisi per far conoscere e scoprire ai numerosi ospiti presenti l'alta qualità dei vini bellunesi abbinati al formaggio Piave DOP. A questo speciale connubio d'eccezione si potrà anche degustare il nostro pregiato vino rosso Granpasso Uve Teroldego annata 2010 - Carattere Deciso che, proprio l'anno scorso, ha ottenuto la medaglia d'oro al Concorso "Wine of The Year 2017" organizzato dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Austria e Italia e, inoltre, anche altri premi e riconoscimenti ufficiali tra cui la medaglia d'argento al Concorso "BeoWine Fair" di Belgrado, la più importante fiera enologica del Sud Est Europa. 

 

 

 

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