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La Locanda Solagna riapre puntando sulla riscoperta dei sapori tipici locali.

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Sabato 30 giugno la Locanda Solagna, presente a Quero - Vas dal 1956, ha riaperto le sue porte grazie al sogno portato avanti dal giovane imprenditore Andrea Riboni pronto ad accogliere l'eredità del noto locale del Basso Feltrino, proiettato verso la pianura ma con i piedi ben piantati tra le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi. 

Dopo un periodo di chiusura dovuto ai lavori di restyling di questa storica location, oggi la Locanda Solagna si presenta al pubblico con una nuova veste più moderna e rinnovata sia dal punto di vista architettonico, sia per quanto riguarda il menù della cucina.

La scelta dei nuovi materiali e dello stile dato agli spazi, richiamano a colpo d'occhio un forte attaccamento al nostro territorio dolomitico. Certamente la Valbelluna la si ritrova sui muri e nel pavimento, mentre nelle sale si può respirare l'aria di montagna camminando su pietre locali circondate dal legno delle foreste del Cansiglio.

I componenti d'arredo sono stati realizzati utilizzando legno di rovere, castagno e larice, mentre le pietre provengono dalle zone di Bassano del Grappa e di Castellavazzo. Anche il ferro non poteva mancare con un tributo speciale al maestro Carlo Rizzarda.

La nuova gestione punta a diffondere la cultura del buon cibo abbinato alla scelta di vini di alta qualità, facendo riscoprire i prodotti tipici della cucina locale e nazionale, oltre ai presidi Slow Food.

Anche nella scelta dei vini per il brindisi inaugurale, il nuovo gestore ha voluto puntare sulle eccellenze bellunesi, portando in degustazione il nostro Spumante Rosè Extra Brut Dumalis, ottenuto da uve di Pinot Nero vinificato in bianco con Metodo Ancestrale; un vino ottimo come aperitivo ma anche per accompagnare antipasti, creme di verdure, piatti e grigliate di pesce e carni bianche.

Non ci resta che ringraziare Andrea Riboni per aver fatto conoscere nuovamente ai suoi ospiti l'esistenza di Pian delle Vette Cantina di Montagna e per la sua determinazione nel continuare a "divulgare il verbo" che anche in Provincia di Belluno esistono vini meravigliosi che meritano di essere apprezzati e degustati. 

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L'enoteca St. Patrick punta sulla qualità dei vini Pian delle Vette.

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A conferma degli importanti passi in avanti compiuti nel miglioramento della qualità dei propri vini, Egidio D'Incà e Walter Lira, i due soci dell'Azienda Agricola Pian delle Vette, hanno avuto l'occasione di far conoscere e degustare ai titolari dell'Enoteca St. Patrick di Terracina, i propri vini di alta qualità che ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi delle Dolomiti Bellunesi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi ed aromi garantendo tipicità e unicità.

L'enoteca St. Patrick di Terracina.

Nata nel 1998 in "Casa Risoldi" l'Enoteca St. Patrick da antica cantina terracinese, si è trasformata oggi in un rinomato locale situato nel centro storico di Terracina, presente all'interno della Guida Slow Food e certificato da ben tre simboli (il Top) che incarnano al meglio i valori del glorioso passato romano e le innovative tecniche di ristorazione e accoglienza, "uniformando" il tutto in un mosaico suggestivo e dalle mille sfaccettature. 

Utilizzando e recuperando gli spazi di una vecchia Cantina degli anni Trenta (la Cantina San Marco, considerata una delle più importanti e frequentate dell'epoca), i due titolari hanno saputo ristrutturare il locale nel pieno rispetto del suo valore storico ed architettonico, ricavandone così tre moderne sale interne dislocate su livelli diversi, e una cantina, collocata in un'antica cisterna romana perfettamente conservata, dove sono custodite più di 2.000 bottiglie di ottimi vini provenienti da tutta Italia, compresi quelli di Pian delle Vette Cantina di Montagna.

Oggi il St. Patrick è un rinomato Wine - Bar dov'è possibile bere e degustare prestigiose etichette accuratamente selezionate tra i produttori e le aziende vinicole più importanti d'Italia e non solo. Ogni bottiglia di vino si presta all'abbinamento di prodotti tipici italiani, spaziando dai salumi, ai formaggi, fino ai dessert. Per i palati più esigenti è possibile ordinare uno speciale menù giornaliero alla carta che varia in base all'andamento stagionale.

Entrando all'interno di questo storico locale di Terracina, cittadina situata all'estremità sud - est della Pianura Pantina e ai piedi dei Monti Ausoni, composta da un nucleo medioevale sul pendio del colle e di una parte moderna distesa in piano sino al mare, si respira davvero tutta la professionalità e la passione di Massimo e Ivana, i due titolari, che si riversa nella cura di ogni singolo dettaglio. La sublime ricercatezza dei piatti proposti e la dedizione e la cura riservata agli ospiti, lasciano davvero un eccellente ricordo della propria esperienza enogastronomica.

A coronamento di un sogno partito dalle retrovie di una vecchia cantina nel 1998, Massimo e Ivana hanno avuto qualche anno fa l'occasione della loro vita partecipando, per volontà dello Chef Oscar Farinetti, all'EXPO 2015 di Milano, dove nei padiglioni dedicati alle regioni italiane hanno fatto degustare a milioni di visitatori lo spezzatino di bufala o il tagliere di formaggi. Marchi di fabbrica e segni distintivi che hanno contribuito a far diventare oggi il St. Patrick un portatore sano di "Terracinesità" in Italia e nel mondo.  

 

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Pian delle Vette alla Fiera Mercato Slow Beans a Mel.

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Sarà Mel, incantevole cittadina al centro della ValBelluna che sorge come nucleo compatto su un colle con palazzi e chiese ricche di opere d'arte, ammessa recentemente nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, ad ospitare dal 2 al 3 dicembre 2017 l'ottava edizione di Slow Beans, manifestazione nazionale che riunisce i presidi dei legumi italiani tutelati da Slow Food, legati alla cultura gastronomica dei territori di origine.

Slow Beans nasce nel 2010 come evento gastronomico ideato dalla condotta Slow Food Lucca Compitese Orti Luccesi, sulla scia del recupero del fagiolo rosso di Lucca che dal 2012 è diventato Presidio. Grazie a questo successo, il progetto Slow Beans ha impiegato davvero poco tempo per raggiungere altri prestigiosi traguardi riuscendo a riunire in rete, nel perseguimento di obiettivi comuni, tutti i più importanti Presidi del Fagiolo italiani: il fagiolo di Badalucco, Conio e Pigna (Liguria), quello di Controne (Campania), la Piattella Canavesana di Cortereggio (Piemonte), il fagiolo di Sorana (Toscana), il fagiolo Gialèt della ValBelluna (Veneto), la fagiolina del lago Trasimeno (Umbria), il fagiolo Cosaruciaru di Scicli (Sicilia) e, ovviamente, quello rosso di Lucca (Toscana).

Questa rete è diventata una fonte preziosa di sostegno alle loro attività agricole e commerciali, configurandosi sia come luogo di scambio di esperienze, condivisioni e nuove idee, sia facendosi promotrice di uno strumento di promozione collettiva e cooperante.

Non a caso racchiusi dentro a Slow Beans oggi non ci sono soltanto i Presidi del Fagiolo, ma anche quelli di altre leguminose come la Roveja di Civita di Cascia (umbria), la Fava Cottora dell'Amerino (Umbria), il fagiolo dente di morto di Acerra (Campania), la Cicerchia di Serra De Conti (Marche), il Cece di Cicerale (Campania), la Lenticchia di Villalba (Sicilia), così come aderiscono anche la Comunità del Cibo di Cannaviri del Sannio e quella della Fagiolina di Arsoli e della Piattella Pisana.

I fagioli, freschi o essiccati, sono stati i veri protagonisti delle dispense degli italiani fino agli ultimi decenni del Novecento, basti pensare che nel Medioevo questi legumi rappresentavano la scelta migliore da affiancare o sostituire ai cereali da parte della popolazione meno abbiente.

Oggi, perlopiù, conosciamo e utilizziamo le poche varietà proposte dall'industria diffuse nelle produzioni in scatola, e molto raramente sulle nostre tavole ci allontaniamo dal consumo di fagioli, ceci, lenticchie e piselli. 

L'importante lavoro svolto negli anni dall'Associazione Internazionale No Profit Slow Food ha favorito la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione di antiche varietà autoctone, tant'è che finalmente possiamo disporre di un'ampia varietà di legumi recuperati e di agricoltori che hanno ripreso a coltivare e a vendere questi prodotti, facendosi promotori di un tessuto di biodiversità che rischiava di scomparire per sempre.

A questa prestigiosa fiera - mercato sarà presente, in collaborazione con l'Associazione Temporanea di Scopo Punto Verde Dolomiti, anche Pian delle Vette Cantina di Montagna con i suoi pregiati vini di qualità Granpasso annata 2010, medaglia d'oro al concorso "Wine of the Year 2017", indetto dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Italia e Austria e la Croda Bianca annata 2016, vino spumante bianco Extra Brut - metodo ancestrale. 

Per queste due giornate Slow Beans ha in riservo un ricco programma di eventi e attività adatte a soddisfare tutte le fasce di età: conferenze, workshop, corner scientifici per adulti e bambini, una mostra mercato lungo le vie del centro di Mel e, infine, le Fagioliadi una gara semiseria in cucina che vedrà protagonisti i coltivatori diretti impegnati ai fornelli e il pubblico in veste di giudice, che riscuote sempre più consensi e apprezzamenti proprio per la qualità dei piatti serviti in tavola che risultano molto ragguardevoli per creatività, gusto e valore estetico anche se preparati nelle cucine casalinghe.

Vi aspettiamo in numerosi a questa due giorni all'insegna del gusto e della biodiversità per farvi scoprire mille curiosità su questi legumi e sugli altri prodotti tipici delle Dolomiti Bellunesi e nazionali.   

 

 

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