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Il Vino Bellunese grande protagonista al Vinitaly 2018.

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Sarà la neoeletta Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ad inaugurare domenica 15 aprile la 52° edizione del Vinitaly "Salone Internazionale del Vino e dei Distillati", la più importante fiera per il settore vinicolo italiano e una tra le più prestigiose al mondo, che si svolge alla Fiera di Verona nel periodo compreso tra la fine di marzo e la prima settimana del mese di aprile.

Il Salone riunisce ogni anno produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader ospitando più di cinquanta degustazioni tematiche di imprenditori vinicoli italiani ed internazionali, proponendo un ricco calendario di convegni, workshop ed eventi dedicati all'approfondimento delle principali tematiche legate al settore del vino.

La scorsa edizione del Vinitaly ha registrato 128.000 presenze provenienti da 142 paesi, 32.000 buyer stranieri (+ 8% rispetto al 2016) e oltre 4.270 aziende, andando così a premiare la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone dedicato ai wine lover nella splendida ed incantevole Città di Verona.

Fra pochi giorni il vino bellunese farà il suo ingresso da vero protagonista al Vinitaly 2018. Martedì 17 aprile nello stand di Confagricoltura (Padiglione 9 Area D) si svolgerà un incontro pubblico per dare il giusto risalto e valore alla realtà vinicola della Provincia di Belluno, che nel solco di un'antica tradizione, sta riscoprendo il proprio potenziale enologico con la scelta di vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al terroir di montagna e al clima rigido delle Dolomiti Bellunesi.

A introdurre la tavola rotonda sarà Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio di Tutela Coste del Feltrino, seguito dagli interventi di Giampaolo Cet, presidente di Piwi Veneto e da Diego Donazzolo, attuale presidente di Confagricoltura Belluno.

Guarnieri si soffermerà sul ripercorrere le principali tappe che hanno contribuito alla rinascita della viticoltura a Belluno, una zona di grande produzione di vino fino alla prima metà del Novecento (soprattutto nel Feltrino) con una resa di 80.000 ettolitri all'anno. Un patrimonio che purtroppo è andato perduto a causa dello scoppio della Grande Guerra e della comparsa della fillosseraperonospora e dell'oidio, ma ora  risulta in costante crescita. 

Nel corso degli anni le aziende che sono riuscite a sopravvivere hanno ricominciato a coltivare varietà autoctone come la Bianchetta, la Pavana, la Gata e alcune varietà internazionali che stanno dando buoni risultati nel nostro territorio montano come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer aromatico e Manzoni Bianco.

Oggi le undici aziende che hanno dato vita al Consorzio Coste del Feltrino coltivano venti ettari con una produzione di 1.200 ettolitri di vino all'anno. Il mercato sta rispondendo bene sia in Europa che oltreoceano e, proprio per questo, Enzo Guarnieri si farà promotore di chiedere nei prossimi mesi l'assegnazione di una Denominazione di Origine Controllata (DOC) per tutelare maggiormente i vini delle Dolomiti Bellunesi.

Al termine dell'incontro seguirà un brindisi per far conoscere e scoprire ai numerosi ospiti presenti l'alta qualità dei vini bellunesi abbinati al formaggio Piave DOP. A questo speciale connubio d'eccezione si potrà anche degustare il nostro pregiato vino rosso Granpasso Uve Teroldego annata 2010 - Carattere Deciso che, proprio l'anno scorso, ha ottenuto la medaglia d'oro al Concorso "Wine of The Year 2017" organizzato dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Austria e Italia e, inoltre, anche altri premi e riconoscimenti ufficiali tra cui la medaglia d'argento al Concorso "BeoWine Fair" di Belgrado, la più importante fiera enologica del Sud Est Europa. 

 

 

 

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Vini "Pian delle Vette" doppio premio a Belgrado.

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Medaglia d'Oro per il Pinot Nero del 2012 e argento per il Gran Passo del 2010. I soci D'Incà e Lira: << Si può fare agricoltura di qualità rispettando il territorio. >>

Egidio D'Incà e Walter Lira non potevano sapere che dentro alle botti e alle bottiglie marcate "Pian delle Vette" si nascondesse un gioiello della produzione vitivinicola feltrina.

Hanno dovuto aspettare di partecipare al "BeoWine Fair" di Belgrado (la più grande fiera del settore del Sud Est Europa, che si è svolta dal 23 al 26 febbraio nella 39esima Fiera Internazionale del Turismo) assieme ad altri 150 espositori per vedersi consegnare una medaglia d'oro per il Pinot Nero 2012 e una d'argento per il Gran Passo del 2010.

Due risultati eccezionali che incoronano un'eredità degna del cambio di gestione. L'azienda ha concorso con altre due venete (otto le italiane in tutto) che sono state portate in Serbia dal Consorzio "Italia diVini & Sapori).

"BeoWine Competition è il consorzio di valutazione dei vini più importante che si svolge in Serbia ormai da oltre un decennio. Più di 200 vini provenienti da diversi Paesi dei Balcani e, quest'anno per la prima volta, anche dall'Italia. 

La competizione si è svolta a Belgrado il 18 e il 19 febbraio. I due imprenditori feltrini hanno acquisito l'azienda vincente l'8 giugno dello scorso anno dopo un periodo di crisi produttiva (era nata all'inizio del Duemila grazie a un finanziamento Interreg), e l'hanno rilanciata come produzione e marchio.

L'estensione dei terreni che si trovano a Vignui è pari a due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Teroldego, Gamaret e Diolinoer, oltre al Pinot Nero, le bacche bianche Chardonnay, Muller Turgau e Traminer, più la Bianchetta che è l'unica varietà autoctona coltivata. Tutti vitigni che si prestano molto bene in montagna.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'Igt Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego Muller e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante è Doc Serenissima.

La produzione è di 45 quintali per ettaro, un valore medio buono perché meno produzione non significa meno qualità. L'intensivo è un termine bandito visto che i trattamenti fitosanitari annui sono una decina, poco meno:   << Ci accomuna la passione per il nostro territorio e la voglia di creare un modello esemplare >>, afferma D'Incà, già noto per altre operazioni lungimiranti come il lancio del marchio "Nocciola Mestega delle Dolomiti", << siamo convinti che si può fare agricoltura puntando di più sulla qualità, e di questo devono accorgersi anche i ristoratori bellunesi. >>

Fonte: Corriere delle Alpi - 09 marzo 2017 (Francesca Valente) 

 

 

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Beowine Fair 2017: Esordio con successo dei vini italiani.

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Otto aziende italiane, di cui tre venete, hanno partecipato riunite insieme al Consorzio "Italia di Vini & Sapori" alla manifestazione BeoWine Fair che si è tenuta a Belgrado dal 23 al 26 febbraio 2017 all'interno della 39a Fiera Internazionale del Turismo e della Ristorazione, la più grande della Serbia e del sud Europa.

BeoWine è stata l'occasione per poter presentare le opportunità che si possono avere nell'Enoturismo, le numerose e variegate offerte turistiche legate al territorio, le specialità gastronomiche e anche l'attrezzatura completa per la coltivazione della vite e la produzione di vini. 

L'evento rappresenta un'opportunità per i produttori di incontrarsi, stabilire una cooperazione commerciale con distributori e accedere a nuovi mercati. Come ogni anno, molte presentazioni, promozioni e degustazioni si sono svolte tutti i giorni presso gli stand.

A BeoWine Fair quest'anno erano presenti oltre 150 espositori provenienti dall'area Balcanica e più di 50 espositori internazionali che hanno partecipato anche al BeoWine Challenge Cup. 

BeoWine Competition 2017.

E' il concorso di valutazione dei vini più importante che si svolge in Serbia ormai da oltre un decennio. In quest'edizione erano presenti in gara più di 200 vini provenienti da diversi Paesi dei Balcani e, quest'anno, per la prima volta, anche dall'Italia.

La commissione di valutazione ha visto la partecipazione di numerosi esperti internazionali provenienti dalla vicina Croazia, dalla Slovacchia e dall'Italia con la presenza del Dr. Bartolomeo Roberto Lepori, giornalista enogastronomico e sommelier A.I.S. Master Class.

L'esordio dei vini italiani, con 12 medaglie all'attivo, ha raccolto un enorme successo, posizionando il Picconero 2011, della cantina toscana Tolaini, al primo posto assoluto per i vini rossi, con la medaglia "Grand Or". 

Per i vini bianchi è stato premiato il Traminac Ledena Berba dell'azienda croata Vina Erdut. Le Medaglie d'Oro sono andate alla Cantina abruzzese F.lli Biagi con lo spumante Martina Biagi 2009 e il Montepulciano d'Abruzzo Ipnosi 2007; all'Azienda Cà del Lion Ghione con il Barbera d'Asti Docg Superiore Barrique 2009; alle aziende venete Pian delle Vette con il Pinot Nero 2012 Corte Volponi della famiglia Zenato con l'Amarone della Valpolicella Classico 2012.

A seguire gli argenti, assegnati al Lugana Mandolara dell'Azienda Le Morette Valerio Zenato, al Granpasso 2010 di Pian delle Vette mentre il Valdobbiadene Superiore Doc PuroFol dell'Azienda Agricola Paolo Zucchetto e il Moscato d'Asti "Per Elisa" dell'Azienda piemontese Cà del Lion Ghione si sono aggiudicati i bronzi.

Durante la giornata di venerdì 24 febbraio 2017 si è anche tenuto un seminario organizzato dal Consorzio Italia di Vini & Sapori, dal titolo "Italy, one big beatiful vineyard" condotto da Bartolomeo Roberto Lepori giornalista e sommelier A.I.S. Master Class e da Durda katic, Vice Presidente della Serbian Sommelier Association), dove gli oltre 60 operatori professionali invitati hanno degustato 12 etichette delle cantine italiane presenti allo stand "Italian Wine Expo 2017".

Ben oltre a tutto questo, però, c'è stata la palpabile e condivisa sensazione di aver fatto squadra e di essersi aiutati tutti a vicenda per promuovere il vino e, quindi, venderlo. 

Infatti, numerosi operatori professionali (principalmente importatori e ristoratori) si sono fermati ad assaggiare e degustare i diversi vini, interessati ed attratti dal nome Italia, stringendo importanti rapporti commerciali con le cantine aderenti al progetto "Italian Wine Expo". 

Il valore aggiunto di questa esperienza appena conclusa a Belgrado è stata la condivisione immediata dei contatti con professionisti seriamente intenzionati a fare business, tra le stesse aziende vinicole che lavorano gomito a gomito.

Questa volta possiamo proprio dire che l'unione fa la forza. 

 

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