Le Spade delle Dolomiti.

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In Provincia di Belluno, dal'400 alla prima metà del '600, si forgiavano lame di spada che armavano svariati eserciti - dalla Scozia al lontano Oriente, in particolare per le milizie della Serenissima, e i cui esemplari sono esposti nei più importanti musei del mondo, ma non ancora in quelli delle Dolomiti Bellunesi, dichiarate dal 2009 Patrimonio Unesco.

Proprio lungo il corso del torrente Ardo, a nord - est di Belluno, nelle località di Brusighel e Fisterre, venivano prodotte più di 25.000 spade all'anno, mentre attraverso un documento risalente al 1578 sappiamo con certezza che gli inglesi siglarono un contratto con gli armaioli di Belluno per la fornitura di 600 spade delle Dolomiti al mese per un periodo di 10 anni.

Riuscire a processare questo enorme quantitativo di armi fu possibile solo grazie all'alta qualità del ferro estratto dalle miniere delle Vallate dell'Agordino e dello Zoldano.

Molto importanti furono le miniere del Fursil il cui minerale ferroso, ricco di manganese, era particolarmente adatto alla fucinatura di lame che all'epoca venivano forgiate utilizzando la tecnica denominata "a stoffa", che consisteva nel martellare a caldo, lamine d'acciaio e di ferro finchè si saldavano per bollitura. Questo permetteva inoltre di ottenere anche tempra della lama dura nel fondere, ma non facile a scheggiarsi.

Certamente quello delle spade fu il periodo di massimo sviluppo dell'Alto Veneto. In quei secoli, la bravura degli artigiani bellunesi primeggiò a livello europeo. Celebri furono soprattutto i maestri spadari come Pietro da Formicano, Giandonato Ferara (fratello del più noto Andrea) e i fratelli Giorgiutti, dei quali si possono ammirare ancora oggi nella Sala d'Armi del Consiglio dei Dieci al Palazzo Ducale di Venezia, due splendidi spadoni a due mani. 

Le spade forgiate da questi abili maestri raggiunsero, in molti casi, livelli qualitativi così alti da essere ricercate dai sovrani più importanti di quei tempi, che le vollero per arricchire e dare maggiore lustro alle loro collezioni personali.

Sicuramente il più noto tra i maestri spadari bellunesi è stato Andrea Ferara, originario del Comune di Fonzaso e molto attivo nella seconda metà del Cinquecento a tal punto che le sue spade, con l'elegantissimo fornimento a "tre vie" fecero epoca e, proprio da questo fornimento, Ferara diede vita alla gabbia del primo tipo di Schiavona, la spada più nota della Repubblica Veneziana, essendo legata ai suoi ultimi due secoli di storia, terminando il suo servizio con l'occupazione napoleonica del territorio della Serenissima.

La Schiavona, sviluppata verso la fine del XV secolo, era una spada molto pesante con guardia a gabbia metallica pensata appositamente per proteggere la mano del soldato che la brandiva garantendogli la possibilità di colpire con il pugno il suo nemico se si fosse avvicinato troppo a lui.

Il cesto paramano era realizzato con una griglia di lamine metalliche, assicurata alla crociera e all'arco paramano invece che al pomello. Quest'ultimo con la sua forma a "testa di gatto", era un'altra caratteristica distintiva di quest'arma, che raggiunse la sua massima notorietà nel XVII secolo.

Proprio nel momento di massima produzione delle spade bellunesi, la Serenissima decise di nazionalizzare il Bosco del Cansiglio (allora importante riserva di carbone), per utilizzarlo come "bosco da remi". Alla fine del Cinquecento gli spadari bellunesi furono costretti ad andarsene. 

La produzione di armi bianche entrò in crisi nel XVII secolo abbandonando definitivamente le montagne bellunesi, a seguito dell'introduzione della polvere da sparo. Fu allora che Venezia spostò in Val Trompia la fabbricazione delle nuove e più potenti armi da combattimento. 

Nonostante questo, la nostra manodopera qualificata e specializzata non si perse d'animo contribuendo, poi, allo sviluppo del distretto delle coltelleria di Maniago, che  impiega più di 1.000 addetti nel solo ciclo produttivo degli articoli da taglio, comprendo gran parte del fabbisogno nazionale ed esportando verso i mercati europei e americani.