Categorie Vini

Il nostro Pinot Nero fa impazzire i cinesi.

Pubblicato in Novità & Eventi

Lo chef stellato Graziano Prest, patron del ristorante Tivoli di Cortina D'Ampezzo, che propone da oltre vent'anni ad una clientela particolarmente esigente e raffinata menù della tradizione veneta rivisitati e rielaborati con sapiente creatività e fantasia, utilizzando i prodotti d'eccellenza del territorio delle Dolomiti Bellunesi come i fagioli IGT di Lamon, i funghi del Cadore, l'Agnello dell'Alpago oppure il pesce fresco dei vicini mercati ittici di Venezia e Chioggia, ha recentemente allestito e curato una cena di gala a Palazzo Labia, in occasione della 75esima edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia

Un importante evento enogastronomico in cui ha scelto di proporre, ad accompagnamento di uno dei suoi piatti, il nostro vino IGT Vigneti delle Dolomiti "Pinot Nero annata 2012 - Raffinatezza ed Eleganza. 

La cena di gala.

La cena di gala in onore di un gruppo di imprenditori cinesi è una tradizione che persiste ormai da più di tre anni. Nella prima edizione la cornice era quella della vecchia fonderia di Murano, mentre quest'anno la location era ancora più esclusiva e d'eccellenza, ossia quella di Palazzo Labia, attuale sede della RAI di Venezia

L'appuntamento enogastronomico dedicato in particolar modo a un produttore cinematografico cinese che presto andrà in pensione, e che tra i suoi primi film aveva prodotto "Marco Polo", è stato abilmente impostato dalo Che sulla preparazione di un menù incentrato su piatti relativi a illustri personaggi storici che a Venezia erano di casa come lo scrittore Hemingway e Casanova.

Proprio per mantenere un contesto di regionalità, Graziano Prest ha deciso di servire in tavola il nostro pluripremiato Pinot Nero che, fin da subito, ha riscosso un notevole successo ed apprezzamento da parte di questo noto produttore cinese, a tal punto che i dirigenti RAI presenti all'evento hanno pensato di fargli recapitare dodici bottiglie di questo nostro pregiato vino di alta qualità prodotto a Vignui di Feltre, nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Questa è l'ennesima dimostrazione che il vino bellunese sta conquistando sempre più nuovi mercati e che le cose fatte con il cuore, serietà e conoscenza, stanno pian piano emergendo non solo nel nostro bel Paese, ma anche e soprattutto all'estero. 

 

Leggi tutto...

Sappada: delizie gourmet con gli chef stellati delle Dolomiti Bellunesi.

Pubblicato in Novità & Eventi

Dopo il successo delle precedenti edizioni sul passo Giau e sul Monte Dolada, anche quest'anno la prestigiosa squadra di Chef stellati delle Dolomiti Bellunesi, si è riunita a Sappada (Belluno) per organizzare un vero e proprio pic-nic d'autore sulle sponde del laghetto Ziegelhutte, un suggestivo specchio d'acqua incastonato tra la natura del Bosco Digola, abbracciato dalle incantevoli cime delle Dolomiti. 

A questa importante rassegna enogastronomica hanno aderito gli undici ristoranti del Circuito AltoGusto La Grande Cucina delle Dolomiti Bellunesi: i sei stellati (Dolada, Tivoli, Aga, Al Capriolo, Laite, San Lorenzo) e le altre attività pluripremiate da tutte le guide (Mondschein, Al Borgo, Da Aurelio, Baita Fraina, Alle Codole) che hanno saputo incantare e deliziare con arte e fantasia gli invitati, proponendo undici sfiziose portate realizzate con prodotti tipici della cucina veneta, in grado di richiamare alla memoria i gusti e i sapori delle nostre terre di montagna, abbinate alla degustazione di pregiati vini di alta qualità provenienti da aziende agricole d'eccellenza, tra cui Pian delle Vette Cantina di Montagna con il suo Pinot Nero annata 2012 - Raffinatezza ed Eleganza, che ha accompagnato in tavola il maialino da latte cotto come una volta nell'orzo, servito con purè di fagioli di Lamon, salsa krèn e crescione, preparato dai ristoratori della Baita Fraina di Cortina d'Ampezzo, che è riuscito a sorprendere e a deliziare le papille gustative dei commensali presenti, per il suo gusto intenso e persistente adagiato su note di freschezza e sapidità.

Anche la partecipazione a questo evento, si è rivelata un'occasione importante per promuovere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, continuando ad ottenere ottimi risultati che ci lasciano sempre a bocca aperta per i feedback che riceviamo sia dalle persone comuni, sia dai tanti appassionati del buon cibo e vino. 

Leggi tutto...

Alla scoperta della Viticoltura di Montagna.

Pubblicato in Novità & Eventi

Molto spesso si sente parlare in televisione e sul web di viticoltura eroica, come sinonimo di viticoltura di montagna, oppure di coltivazione della vite in zone montane o collinari impervie, difficili e ad altitudini elevate.

Proprio per fare maggiore chiarezza al riguardo, il Cervim, Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna, ha stabilito alcuni criteri di questa particolare coltivazione della vitis vinifera: pendenza del terreno superiore al 30%, altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare, vigne su terrazze e gradini, viticoltura delle piccole isole.

Proprio per la sua conformazione geografica, con l'arco alpino a nord e la catena appenninica che ne attraversa la dorsale, l'Italia presenta molte zone di viticoltura eroica.

Stiamo parlando di una coltivazione della vite e di una produzione di vino molto spesso legate ad un'economia agricola antica e tradizionale.

Si tratta per lo più di un lavoro faticoso che richiede tempo, energie, tanti sacrifici, investimenti economici ed impegno diretto dell'uomo, non sostituibile di certo con quello meccanizzato. 

Proprio per questi ed altri motivi, nel corso dei secoli questa forma di viticoltura è stata presto abbandonata, per lasciare spazio all'introduzione dei vigneti in zone di bassa collina o in pianura, coltivati con sistemi di meccanizzazione anche delle loro vendemmie. 

Lo sviluppo industriale dell'immediato dopoguerra ha inoltre favorito e accelerato la comparsa di questo processo. Il sogno ed il mito della modernità cittadina e del lavoro in fabbrica, hanno generato un profondo cambiamento socio - economico del nostro Paese, che proprio in nome dell'industrializzazione di massa e del primo progresso tecnologico, ha abbandonato le tradizioni rurali e agricole di un tempo

Tuttavia, praticare la viticoltura di montagna, oggi come in passato, vuol dire puntare sulla qualità dei prodotti che sfuggono, almeno in parte, alle logiche di abbattimento dei costi di produzione perseguiti con l'accanimento della viticoltura normale.

In passato la viticoltura eroica veniva descritta come una viticoltura molto importante per gli aspetti sociali e culturali che preservava, esaltando le capacità dei vignaioli di un tempo di aver saputo diligentemente utilizzare tecniche agronomiche particolari per rendere accessibili ai fini produttivi zone impervie caratterizzate dalla presenza di forti pendenze, dalla fragilità dei suoli caratterizzati da forti tendenze all'erosione e all'impossibilità di utilizzare qualsiasi sistema di meccanizzazione

Oggi questa viticoltura si presenta come un modello in grado di promuovere e valorizzare le risorse naturali in modo sostenibile, risultando così più autonoma rispetto alle zone viticole normali. Molto spesso i territori interessati alla viticoltura di montagna svolgono un importante ruolo di controllo dell'erosione e di mantenimento della biodiversità naturale, scongiurando così il pericolo di abbandono di queste terre.

Certamente in Provincia di Belluno l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata ai piedi delle Vette Feltrine, a 600 metri sul livello del mare, nell'area del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che ha saputo progettare il proprio lavoro facendo dell'impegno e della passione per il vino e per l'ambiente il vero motivo del proprio operare e credere.

Per rispettare questi principi, quest'azienda si è data una dimensione a misura d'uomo, tale da permettere una completa autonomia nella gestione operativa, affinchè tutte le operazioni colturali siano mirate alla salvaguardia della fragilità dell'ecosistema.

Consapevoli di operare in un ambiente difficile, ma appartenente a quelle realtà enologiche italiane di grande pregio storico, culturale e paesaggistico, ogni decisione è stata ed è dettata dal rispetto di precise regole.

Ad esempio, la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portavoce dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli.

I vini prodotti a Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi di montagna, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità. 

Ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata per valorizzare l'interazione tra la vite e l'ambiente per ottenere così vini di alta qualità, che siano vera espressione del terroir di montagna,  lontani dal rispetto di mode e tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti, che privilegiano l'esposizione dei grappoli e delle foglie al sole, è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret e Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico. Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT Vigneti delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer) 

Oggi la Società Agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due noti imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali di successo in diversi settori economici, sono riusciti a coronare il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura, riuscendo a rilanciare in pochi anni la loro Cantina di Montagna sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti ufficiali per l'alta qualità dei vini

Fondamentale resta il principio che ispira  tutto il loro impegno e che si basa sulla volontà di avvicinare il consumatore finale al proprio prodotto attraverso una trasparenza di informazioni, per spiegare la purezza dei vini a chi sa apprezzare davvero i "silenzi" della vita. 

In conclusione, Pian delle Vette rappresenta sicuramente un modello di viticoltura di montagna che negli anni è riuscita a dimostrare come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione dei vigneti, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, nel pieno rispetto della natura e delle antiche tradizioni locali.   

  

Leggi tutto...

Pian delle Vette, un'azienda agricola di nicchia alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Pubblicato in Novità & Eventi

Per molti può sembrare una curiosa novità, ma di viticoltura a Belluno e, in particolar modo nel Feltrino, se ne parla già da diversi secoli. Infatti, proprio nell'archivio storico del Comune di Feltre si trovano numerosi riferimenti a particolari statuti che disciplinavano la coltura della vite sin dal lontano millecinquecento e, inoltre, nel '600 il Canonico della Cattedrale di Belluno Giovan Battista Barpo nei suoi libri "Le delizie e i frutti dell'agricoltura e della villa" dedica proprio un capitolo a "Delle uve, delle viti e dei recipienti per il vino" andando a descrivere minuziosamente le principali tipologie di uva locali fornendo preziosi consigli per la loro coltivazione.

Purtroppo la diffusione dell'oidio, della peronospora e della fillossera, lo scoppio della Grande Guerra, l'emigrazione dei primi del novecento e la massiccia industrializzazione avvenuta dopo il disastro del Vajont, portarono in breve tempo all'abbandono della coltivazione della vite a Belluno.

Nel corso di questi anni c'è stata però una rinnovata attenzione ed interesse verso la vite da parte di alcune aziende agricole bellunesi che hanno saputo recuperare i terreni vocati alla sua coltivazione, riprendendo così una produzione che, seppur limitata quantitativamente, riesce a riscuotere notevoli consensi, apprezzamenti e riconoscimenti in Italia, e all'estero, per l'alta qualità dei vini

Attualmente sono 147 gli ettari di vigneti presenti in Provincia di Belluno, una sessantina dei quali appartengono a produttori trevigiani che hanno scelto di espandersi a Belluno per proseguire il Metodo Tradizionale. Il vino biologico, invece, è un fenomeno in costante crescita: sono già quattro le aziende bellunesi in possesso della relativa certificazione. 

Uno degli aspetti più curiosi che riguarda il mercato del vino bellunese è l'incremento del numero di donne che si dedicano alla viticoltura in Provincia di Belluno in quanto sembra che questa attività rappresenti una valida opportunità per conciliare la vita familiare con il proprio lavoro. 

Un secondo aspetto molto interessante riguarda i piccoli produttori che hanno ripreso la coltivazione della vite in zone di montagna, limitando sempre più l'utilizzo dei fitofarmaci sia per una questione economica, sia soprattutto per rispettare e tutelare maggiormente l'ambiente che circonda le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi, dichiarate Patrimonio dell'Umanità.

Certamente l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata a Vignui di Feltre, piccolo borgo immerso alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che, pur avendo dimensioni ridotte, ha saputo coniugare negli anni la riscoperta della viticoltura locale con le nuove tecnologie enologiche, nel pieno rispetto della tradizione e dell'ambiente circostante.

Qui la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portatrici dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli. 

I vini prodotti da Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità.

La società agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali in diversi settori economici, hanno coronato il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura riuscendo a rilanciare questa Cantina sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti proprio per l'alta qualità dei loro vini di montagna

A Pian delle Vette ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata appositamente per ottenere prodotti unici lontani dal rispetto di mode e di tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret, Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante rientra anche nella DOC Serenissima.

La coltivazione della vite viene da sempre effettuata nel pieno rispetto dell'ambiente che circonda il territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Pian delle Vette rappresenta un modello di viticoltura di montagna che dimostra come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione del vigneto, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, sempre nel pieno rispetto della natura e delle tradizioni locali.       

Leggi tutto...

I vini Pian delle Vette protagonisti su Gustibus in onda su La 7

Pubblicato in Novità & Eventi

Domenica 24 dicembre, l'Azienda Agricola Pian delle Vette è stata protagonista nella trasmissione televisiva Gustibus in onda su La 7, dedicata alla scoperta del patrimonio enogastronomico del nostro Paese e alle professioni che per esso lavorano. Ogni domenica mattina il programma condotto da Roberta De Matthaeis racconta ai telespettatori territori italiani defilati e poco conosciuti che, però, custodiscono veri e propri tesori paesaggistici ed enogastronomici che meritano di essere conosciuti e valorizzati.

In ogni puntata lo storytelling dei luoghi si incrocia con quello delle produzioni agroalimentari gastronomiche tipiche, accuratamente selezionate in collaborazione con "La Tavola Italiana", associazione no - profit che certifica la qualità delle filiere alimentari, e l'eccellenza delle materie prime impiegate nelle tecniche di lavorazione.

Nella puntata andata in onda il giorno della vigilia di Natale, ampio spazio d'approfondimento è stato dedicato all'Azienda Agricola Pian delle Vette di Vignui di Feltre, nata nel 2000 grazie ad un finanziamento Interreg, ed oggi acquisita e gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due noti imprenditori feltrini che l'hanno saputa rilanciare sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti ufficiali per l'alta qualità dei propri vini di montagna, riuscendo così a fare dell'impegno e della passione per il vino e per l'ambiente, il vero motivo del proprio operare e credere.

Per rispettare questi principi, i due soci hanno voluto dare alla propria azienda agricola una dimensione "a misura d'uomo" tale da permettere una completa autonomia nella sua gestione operativa, affinchè tutte le operazioni colturali siano mirate alla salvaguardia della fragilità dell'ecosistema. 

Consapevoli di operare in un ambiente difficile, ma appartenente a quelle realtà enologiche italiane di grande pregio paesaggistico, storico e culturale, ogni loro decisione è stata ed è tutt'oggi dettata dal rispetto di alcune regole. Ad esempio, la scelta varietale ha fatto ricorso a vitigni autoctoni locali e a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente delle Dolomiti Bellunesi e che maggiormente possono farsi portavoce dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli.

La gestione annuale dei vigneti privilegia l'esposizione dei grappoli e delle foglie al sole, tanto che i vini ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi di montagna, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità.

Pian delle Vette Cantina di Montagna ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata appositamente per promuovere e valorizzare l'interazione tra la vite e l'ambiente circostante per ottenere così vini unici, con un'autentica espressione del terroir di montagna lontano da mode e tendenze del momento.

Fondamentale resta il principio che ha ispirato l'impegno e il duro lavoro portato avanti negli anni dai due imprenditori vinicoli bellunesi che si basa sulla volontà d far avvicinare il consumatore finale al proprio prodotto, attraverso una particolare esperienza degustativa e una piena trasparenza d'informazioni, per spiegare la purezza e la qualità dei propri vini delle Dolomiti Bellunesi a chi sa davvero apprezzare i "silenzi" della vita.

L'estensione dei vigneti che si trovano a Vignui di Feltre, è di 2 ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret e Diolioner, le bacche bianche Chardonnay, Muller Turgau e Traminer Aromatico

Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Turgau e Traminer) mentre dal 2013 il vino spumante è DOC Serenissima. 

Qualche giorno fa i due noti imprenditori agricoli bellunesi hanno avuto l'onore di accompagnare i reporter dell'emittente televisiva La 7 a visitare la loro Cantina di Montagna e i vigneti, dove è stata anche registrata un intervista ad Egidio D'Incà sulle eccellenze culinarie venete

Durante le riprese, non sono mancati gli aneddoti come quello legato alla scelta del nome dato allo spumante Metodo Classico Mat'55 - Millesimo 2009 - Sublimazione dell'Attesa.  Come hanno avuto modo di spiegare i due imprenditori vitivinicoli, questo particolare nome deriva dal fatto che entrambi i soci di Pian delle Vette sono nati nel 1955 e, nonostante i prestigiosi traguardi e riconoscimenti ufficiali ricevuti nel corso degli anni, oggi, c'è ancora chi sostiene che siano stati davvero matti a voler intraprendere questa loro avventura nel mondo del vino.

 

 

 

Leggi tutto...

Grande successo per i vini Pian delle Vette alla Degusteria dei Sapori di Cornuda.

Pubblicato in Novità & Eventi

Cornuda, comune di circa 5.730 abitanti situato in Provincia di Treviso, nel cuore della Marca Trevigiana e della Strada del Prosecco, riscuote grande successo la Degusteria dei Sapori, rivendita di specialità enogastronomiche provenienti da tutta Italia, prodotte in serie molto ridotte da aziende agricole di nicchia. 

Provvisto di comodi tavolini, il locale è anche un particolare angolo per gourmet, in cui tutto è basato sulla scrupolosa scelta delle migliori materie prime, dai salumi ai formaggi, fino ai vini e alle birre artigianali di grande pregio e rarità. 

La selezione di insaccati riesce a soddisfare sia i palati fini, sia quelli più curiosi con gustose prelibatezze come il prosciutto ungherese e il lardo di Mangolica, il crudo di Sauris 36 mesi leggermente affumicato, il prosciutto d'oca e altri salumi dell'Azienda Jolanda de Colò di Udine, nata nel 1976 quando la signora Alana, per passione, ridiede vita ad un'antica e abbandonata attività agricola friulana: l'allevamento di oche da fegato e le successive trasformazioni del fegato e delle carni.

Non sono certo da meno le proposte di formaggi, tra cui si possono trovare tante speciali rarità come l'esclusivo Blu'61 affinato al passito di Raboso, prodotte da "La Casearia Carpenado", uno storico caseificio artigianale nato nei primi anni del 1900 a Comalò di Povigliano (Treviso).

Imperdibile è anche il Bosojo erborinato a pasta cremosa di latte ovino crudo, affinato in un pregiato vino passito bianco. Non mancano le creme artigianali a base di noci, mandorle o pistacchi, prodotti stagionali conservati sottolio, sughi per pastasciutte a base di Radicchio Rosso IGP, zucca e speck, pesto di tarassico, peperonata, pasta artigianale, pasta per polenta, pasta per pizza e focacce, farina macinata a pietra come quella "Petra 9" del Molino Quaglia di Vicenza.

Grande successo riscuotono le marmellate e le confetture artigianali realizzate da "Le Monfumine", azienda che propone innovative confetture, sia nell'accurata selezione dei gusti, sia nel procedimento di selezione artigianale dei frutti.

La Degusteria dei Sapori di Cornuda vanta ben 36 diverse referenze di birre artigianali. Anche la scelta dei vini promuove e valorizza aziende vitivinicole di nicchia che producono piccoli lotti di qualità, come quelli dell'Azienda Agricola Pian delle Vette di Vignui di Feltre, un piccolo borgo rurale immerso nelle incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi, che ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità, tra cui la Croda Bianca annata 2016, vino spumante bianco Extra Brut metodo ancestrale, il Granpasso annata 2010, medaglia d'oro al concorso "Wine of the Year 2017" organizzato dalle Associazioni "Via Claudia Augusta"di Germania, Italia e Austria, lo  Gnomè annata 2011 vino ricco, morbido e rotondo, il Pinot Nero - annata 2012 - che è stato recentemente definito da Giovanni Zanon, titolare del Ristorante Corte dell'Hotel Villa Abbazia di Follina (Treviso) "come il gioiello che più mi attrae tra le 800 etichette della nostra carta dei vini". 

La Degusteria dei Sapori è l'incontro di gusti tradizionali e a volte dimenticati; un ambiente curato e accogliente dove si possono trovare, acquistare e degustare rare perle della gastronomia veneta e italiana, in grado di soddisfare anche i palati più fini. 

 

Leggi tutto...

Pian delle Vette alla presentazione della Guida ai Sapori e Piaceri del Veneto.

Pubblicato in Novità & Eventi

Anche il mese di novembre 2017 si è concluso in modo trionfale per l'Azienda Agricola Pian delle Vette che è riuscita a portare a casa un altro prestigioso riconoscimento ufficiale per l'alta qualità dei suoi pregiati vini di montagna prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo immerso nella natura incontaminata del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Lunedì 27 novembre Egidio D'Incà e Walter Lira, i due soci titolari di Pian delle Vette Cantina di Montagna, sono stati invitati alla presentazione della Guida ai Sapori e Piaceri di Venezia e del Veneto, che si è tenuta nella prestigiosa sede storica del Caffè Pedrocchi di Padova, in quanto inseriti nella Guida da parte di Giovanni Zanon, titolare del Ristorante Corte dell'Hotel Villa Abazia di Follina (TV) che presenta il Pinot Nero - annata 2012 - "come il gioiello che più mi attrae tra le 800 etichette della nostra carta vini". 

La Guida ai Sapori e Piaceri del Veneto.

Dal 2004 il quotidiano Repubblica accompagna i lettori alla scoperta dei più significativi ed importanti cambiamenti della società, del territorio e della cultura, prestando un particolare occhio di riguardo anche ai Sapori gastronomici più tradizionali e innovativi che ogni regione d'Italia propone. 

La Guida ai Sapori e ai Piaceri del Veneto si presenta come uno scrigno delle eccellenze non solo gastronomiche, ma anche storiche e paesaggistiche, in grado di promuovere e rappresentare un territorio da sempre ricco di tradizioni, usanze e costumi, ma anche di numerose bellezze e storie spesso sconosciute che meritano di essere conosciute, raccontate e vissute. Un viaggio che percorre le province di Venezia, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Verona e Vicenza, per promuovere e valorizzare tradizioni ed usanze venete di un tempo, ma soprattutto i Sapori e i Piaceri che dalla tavola arrivano agli incantevoli scorci che il paesaggio Veneto sa proporre ed offrire.

Ci sono volute più di 500 pagine per raccontare la Regione Veneto attraverso una dettagliata presentazione dei luoghi dei suoi grandi scrittori come Buzzati o Mario Rigoni Stern, Goethe o Hemingway, dei vari percorsi storici dedicati alla Grande Guerra e alle numerose Ville Venete

Ovviamente la parte più consistente della Guida è riservata ai Sapori e Piaceri del Veneto. Nei 648 ristoranti dislocati tra le province e le aree urbane della nostra regione, si possono assaggiare proposte di piatti più tradizionali della cucina veneta, con la possibilità di effettuare piacevoli tappe gourmet nei locali degli Chef più innovativi e all'avanguardia.

Le 266 botteghe del gusto, insieme con gli 88 locali per cicchetti e spunciotti vari, le 92 dimore di charme, i 41 caseifici e i 126 produttori di vino permettono di scoprire particolari itinerari enogastronomici che spaziano dalla città alla campagna, all'insegna della conoscenza e della promozione dei prodotti tipici della Regione Veneto.

Non solo suggerimenti culinari, ma anche un ritratto complessivo di questa magnifica regione, alla scoperta di tesori storici e naturalistici e delle numerose mete turistiche venete  ideali per trascorrere una splendida vacanza, oppure un indimenticabile e romantico weekend all'insegna del benessere e del cibo di alta qualità; è questo l'obiettivo che si pone la Guida ai Sapori e Piaceri di Venezia e del Veneto 2018, che è già disponibile in edicola (in allegato al quotidiano Repubblica a € 9,90 in più), oppure acquistabile nelle librerie, o presso lo store online di Repubblica e, infine, sui siti di Amazon e IBS.

 

 

Leggi tutto...

Storia dei nomi dei vini - terza parte.

Pubblicato in Novità & Eventi

Anche questa settimana, continua la nostra rubrica informativa dedicata alla storia dei nomi dei vini tratta dal libro Roma Caput Vini "la sorprendente scoperta che cambia il mondo del vino". 

In questo nuovo articolo vi parleremo dell'origine storica di due pregiati vini: Borgogna e Pinot Nero. 

PAGUS AREBRIGNUS - BORGOGNA.

Si deve allo storico francese Roger Dion la descrizione del percorso della vite romana nella sua avanzata verso nord. Un itinerario militare e commerciale attraverso il quale la pianta si fa letteralmente strada, approdando in alcune terre che saranno celebri per la loro produzione vitivinicola. 

Dion individua nel IV secolo d.C. il primo insediamento della vite in Borgogna, e lo fa citando un documento storico molto rilevante. Nel 312 d.C. gli abitanti di Augustodunum (Autun) e i viticoltori della Borgogna, allora battezzata Pagus Arebrignus, affidarono al retore Eumene una supplica - rivolta all'imperatore Costantino - con la quale chiedono esenzioni fiscali in ragione del pessimo stato dei loro vigneti malconci, se paragonati ai floridi impianti del bordolese: <<I vigneti del Pagus, >> attacca l'oratore, << pur essendo invidiati da tutti, sono in uno stato pietoso; sono stretti fra le cime rocciose delle colline e la pianura acquitrinosa dove la brina rovina i raccolti. In questa stretta fascia le viti sono tanto vecchie da essere esauste, ed è impossibile lavorare la terra per via dell'intrico di vecchie radici. >>

Questa rappresenta una pagina storica per l'enologia francese, che ci consente di provare come lungo la Còte d'Or (diminutivo di Còte d'Orient) i vigneti fossero già all'epoca collocati, grosso modo, nelle stesse posizioni di oggi. Quanto alla data esatta dell'insediamento della prima vite in Borgogna, non tutti i ricercatori concordano con quella indicata da Dion.

Secondo Rolande Gadille bisogna risalire ad alcuni secoli prima, come testimonierebbero alcuni ritrovamenti a Gevrey Chambertin, con reperti risalenti al 100 d.C. circa. Di più, la terra di Borgogna non ci dice.

ALLOBROGICA - PINOT NERO.

Per quanto concerne il Pinot Nero, è possibile risalire attraverso il suo nome sino al VI secolo, quando in Borgogna il vitigno è già noto, anche se non con il suo nome attuale. All'epoca i vigneti erano costituiti da piante molto vecchie sostenute da alberi, disposte senza ordine e moltiplicate per propaggine, con l'aspetto di una vegetazione inestricabile. E' la cosiddetta viticoltura per protezione.

Sappiamo, inoltre, che alle latitudini della Borgogna viene coltivato un vitigno molto robusto. E' Columella a narrare l'Allobrogica come una vite a foglie rotonde e che sopporta il freddo, il cui vino si conserva con l'invecchiamento e ama i terreni magri per la sua elevata fertilità.

La certezza che l'Allobrogica sia davvero l'antenata del Pinot Nero non l'abbiamo, anche se non sono pochi gli studiosi che attribuiscono alle parole di Columella il fatto di descrivere le foglie e il grappolo dell'odierno frutto di Borgogna.

Non mancano però teorie contrapposte: in verità il nome Pynos riferito al grappolo del Pinot Nero fa la sua comparsa solo nel XII secolo, quando si parla di Pinoz al plurale, come famiglia varietale.

Ecco l'Allobrogica reinterpretata non come un vitigno ma geneticamente come l'insieme delle uve e delle viti - selvatiche e non - coltivate in Savoia, nel Jura e poi nella Francia meridionale, oppure la tesi di Jacques Andrè e dell'ampelografo Louis Levadoux secondo i quali all'epoca romana l'Allebrogica era costituita da una popolazione di proto - Mondeuse, che avrebbe in seguito dato vita all'odierna Mondeuse e al Syrah.

In conclusione, ciò che è storicamente accertato è che la Borgogna vitivinicola nasce nel 50 a.C., fra le stesse basse colline oggi famose nel mondo e allora battezzate Pagus Arebrignus, grazie agli impianti che i romani vollero creare e sviluppare.   

 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

I nostri contattiChiamaci o inviaci una email

 

Form di contatto

Utilizzando la form di contatto sottostante, accetti in modo esplicito le nostre condizioni sulla privacy.

Social

Indirizzo

Soc. Agr. Pian delle Vette
Via Teda, 11 32032 Pren di Feltre (BL) - ITALIA
Siamo aperti il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Gli altri giorni ci siamo saltuariamente,
quindi consigliamo di telefonare allo +39 329.8191436 - +39 329.8191436.


Zoom

Salva

Salva

Salva