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La sfida dei vitigni resistenti in Provincia di Belluno.

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Nel 2014 la Regione Veneto ha scelto di avviare proprio in Provincia di Belluno un progetto destinato alle aree pedemontane dislocate in forti pendenze caratterizzate da alta piovosità, al fine di testare il comportamento di alcune varietà resistenti.

Dopo un'attenta e scrupolosa analisi, è stata scelta la località Col dei Bof, posta a 700 metri d'altitudine, in Valle di Seren del Grappa. Qui sono state messe a dimora 3.000 barbatelle di una trentina di varietà PiWi, provenienti dalle cooperative di Friburgo e Rauscedo.

Il vigneto, di circa 0,7 ettari, è stato inaugurato il 7 aprile 2017, ed è attualmente gestito per lo più da volontari appartenenti alla Fondazione Val di Seren Onlus. La scelta di far crescere l'uva in questo posto situato proprio dietro ad una borgata di case abbarricate sulla collina si è rivelata una scelta vincente.

E pensare che questo vigneto era nato quasi per caso nel 2012, quando Oskar Unterfrauner arrivato a Col dei Bof in compagnia di un amico, era rimasto talmente affascinato e stupito dalla bellezza di questo luogo, a tal punto da voler avviare un progetto che nel corso degli anni ha coinvolto la Provincia di Bolzano, che aveva deciso già di studiare questo territorio dando vita ad un masterplan (piano di riassetto urbanistico) tutt'oggi in corso di sviluppo.

In Provincia di Belluno è in crescita anche il numero di piccoli produttori che stanno sperimentando in proprio le varietà PiWi già autorizzate. A San Gregorio nelle Alpi, Edda Bonifacio conduce con metodo biologico l'Azienda Agricola Sass de Mura che produce, oltre a dell'ottimo vino, anche fagioli e patate.

All'interno del suo vigneto, ha da poco reinnestato 3.500 metri con le varietà Bronner e Cabernet Cortis, ritenendo che i vigneti resistenti siano un'opportunità in più per la coltivazione biologica, anche per creare una nuova identità territoriale della viticoltura bellunese. Anche Filippo de Martin è dello stesso avviso e nel suo ettaro di terreno coltiva Solaris e Bronner, su altitudini che variano dai 300 ai 650 metri.

Il rilancio della viticoltura a Belluno passa anche dall'individuazione delle varietà di Vitis Vinifera più adatte alle terre di montagna alta, alle difficoltà climatiche perseguendo l'obiettivo della massima naturalità delle produzioni.

Non è certamente un caso che in Provincia di Belluno siano recentemente nate altre due realtà associative molto interessanti: l'AVA (Associazione Viticoltori Alpago) con i suoi 8 ettari di vigneto di varietà resistenti autorizzate e, inoltre, l'Associazione PiWi Veneto, che si propone di diffondere e far conoscere le varietà resistenti, come stanno già facendo le sezioni di PiWi International presenti in Svizzera, Germania, Austria, Repubblica Ceca e Trentino Alto Adige.

Attualmente c'è un gran fermento nel Bellunese e la sfida ai continui mutamenti climatici non spaventa più di tanto i viticoltori; fra tradizione e innovazione, la parola chiave è sostenibilità e c'è già qualcuno che sogna di far nascere un Bio Distretto dove la viticoltura, le attività agricole e produttive facciano sempre più rete per creare nuovi business e posti di lavoro. 

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Un debutto in grande stile per il Dop Piave Vecchio e i vini bellunesi al Vinitaly 2018.

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Un debutto in grande stile, in un prestigioso palcoscenico come quello del Vinitaly di Verona, la più importante fiera del settore vinicolo italiano, ha visto protagonisti - martedì 17 aprile 2018 - cinque pregiati vini bellunesi, tra cui anche il nostro Granpasso Uve Teroldego annata 2010 - Carattere Deciso, detentore della medaglia d'oro al Concorso "Wine of The Year 2017" indetto dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Austria e Italia, abbinati al formaggio Dop Piave Vecchio Selezione Oro, prodotto esclusivamente con latte bellunese, nel pieno rispetto delle antiche regole e tradizioni dell'arte casearia, dal sapore intenso e fruttato che lo rende inconfondibile nel colore, nella pasta e al palato. Un formaggio vincitore di numerosi premi e riconoscimenti ufficiali: dal trionfo agli Italian Cheese Adwards al Caseus Veneti.

Uno speciale ed inedito abbinamento fortemente voluto da Confagricoltura, nel cui stand si è svolta una presentazione - degustazione delle eccellenze gastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, alla presenza di numerosi enologi, giornalisti e addetti del settore, per dare il giusto risalto alla viticoltura bellunese, che nel solco di un'antica tradizione sta riscoprendo sempre più il proprio potenziale enologico, con vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al clima e al terroir di montagna.

Protagonisti di questo particolare ed inedito connubio sono stati cinque viticoltori bellunesi facenti parte del Consorzio di Tutela Coste del Feltrino, assieme ad alcuni componenti della Confraternita del Formaggio Dop Piave, introdotti dagli interventi del giornalista enogastronomico bellunese Alberto Marcomini, Enzo Guarnieri, Predidente del Consorzio Coste del Feltrino, Gianpaolo Cet, Presidente di Piwi Veneto (viti resistenti), Fabio Bona, Presidente della Confraternita Dop Piave e da Diego Donazzolo, Presidente di Confagricoltura Belluno.

Davvero molto interessante è stato il discorso di Enzo Guarnieri che ha riferito come la Provincia di Belluno sia stata fino alla prima metà del Novecento una zona di grande produzione vinicola (soprattutto nel Feltrino), riuscendo ad ottenere 80.000 ettolitri di vino all'anno. Un patrimonio che poi è andato disperso a causa dello scoppio della Grande Guerra e dell'avvento della fillossera, della peronospora e dell'oidio.

Oggi lungo i cinquanta chilometri che vanno dalla Conca dell'Alpago alla Città di Feltre, si è sviluppata una viticoltura eroica che presenta pendenze elevate e notevoli difficoltà di meccanizzazione, che ha permesso di recuperare varietà autoctone come Bianchetta, Pavana, Gata, Turca, e alcune varietà internazionali come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer Aromatico e Manzoni Bianco. Attualmente le aziende vinicole del Consorzio Coste del Feltrino coltivano venti ettari di vite con una produzione di 1.200 ettolitri di vino annui. 

In conclusione, anche questa passerella del Vinitaly 2018 si è rivelata un'importante occasione per far comprendere al grande pubblico l'alta qualità dei vini bellunesi che ben si identificano con le peculiarità del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, sposando il rispetto delle antiche tradizioni all'uso smisurato della tecnologia. 

Una bella realtà montana che sta crescendo, ma che va fatta conoscere sempre di più in altri prestigiosi contesti nazionali ed internazionali. 

 

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Il Vino Bellunese grande protagonista al Vinitaly 2018.

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Sarà la neoeletta Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ad inaugurare domenica 15 aprile la 52° edizione del Vinitaly "Salone Internazionale del Vino e dei Distillati", la più importante fiera per il settore vinicolo italiano e una tra le più prestigiose al mondo, che si svolge alla Fiera di Verona nel periodo compreso tra la fine di marzo e la prima settimana del mese di aprile.

Il Salone riunisce ogni anno produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader ospitando più di cinquanta degustazioni tematiche di imprenditori vinicoli italiani ed internazionali, proponendo un ricco calendario di convegni, workshop ed eventi dedicati all'approfondimento delle principali tematiche legate al settore del vino.

La scorsa edizione del Vinitaly ha registrato 128.000 presenze provenienti da 142 paesi, 32.000 buyer stranieri (+ 8% rispetto al 2016) e oltre 4.270 aziende, andando così a premiare la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone dedicato ai wine lover nella splendida ed incantevole Città di Verona.

Fra pochi giorni il vino bellunese farà il suo ingresso da vero protagonista al Vinitaly 2018. Martedì 17 aprile nello stand di Confagricoltura (Padiglione 9 Area D) si svolgerà un incontro pubblico per dare il giusto risalto e valore alla realtà vinicola della Provincia di Belluno, che nel solco di un'antica tradizione, sta riscoprendo il proprio potenziale enologico con la scelta di vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al terroir di montagna e al clima rigido delle Dolomiti Bellunesi.

A introdurre la tavola rotonda sarà Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio di Tutela Coste del Feltrino, seguito dagli interventi di Giampaolo Cet, presidente di Piwi Veneto e da Diego Donazzolo, attuale presidente di Confagricoltura Belluno.

Guarnieri si soffermerà sul ripercorrere le principali tappe che hanno contribuito alla rinascita della viticoltura a Belluno, una zona di grande produzione di vino fino alla prima metà del Novecento (soprattutto nel Feltrino) con una resa di 80.000 ettolitri all'anno. Un patrimonio che purtroppo è andato perduto a causa dello scoppio della Grande Guerra e della comparsa della fillosseraperonospora e dell'oidio, ma ora  risulta in costante crescita. 

Nel corso degli anni le aziende che sono riuscite a sopravvivere hanno ricominciato a coltivare varietà autoctone come la Bianchetta, la Pavana, la Gata e alcune varietà internazionali che stanno dando buoni risultati nel nostro territorio montano come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer aromatico e Manzoni Bianco.

Oggi le undici aziende che hanno dato vita al Consorzio Coste del Feltrino coltivano venti ettari con una produzione di 1.200 ettolitri di vino all'anno. Il mercato sta rispondendo bene sia in Europa che oltreoceano e, proprio per questo, Enzo Guarnieri si farà promotore di chiedere nei prossimi mesi l'assegnazione di una Denominazione di Origine Controllata (DOC) per tutelare maggiormente i vini delle Dolomiti Bellunesi.

Al termine dell'incontro seguirà un brindisi per far conoscere e scoprire ai numerosi ospiti presenti l'alta qualità dei vini bellunesi abbinati al formaggio Piave DOP. A questo speciale connubio d'eccezione si potrà anche degustare il nostro pregiato vino rosso Granpasso Uve Teroldego annata 2010 - Carattere Deciso che, proprio l'anno scorso, ha ottenuto la medaglia d'oro al Concorso "Wine of The Year 2017" organizzato dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Austria e Italia e, inoltre, anche altri premi e riconoscimenti ufficiali tra cui la medaglia d'argento al Concorso "BeoWine Fair" di Belgrado, la più importante fiera enologica del Sud Est Europa. 

 

 

 

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L'enologia bellunese e il successo del Consorzio Coste del Feltrino.

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Il movimento enologico bellunese, in questi ultimi anni, sta prendendo sempre più forma e coscienza del proprio potenziale che può offrire ai tanti amanti e consumatori di vino locale. Oggi la Provincia di Belluno è un territorio vocato alla viticoltura. A confermarlo è l'Associazione Italiana Sommelier sempre più partecipe ed entusiasta nel riconoscere l'ottimo lavoro svolto dai viticoltori bellunesi, impegnati nel riprendere una tradizione vitivinicola dal passato glorioso, poi andata quasi perduta.

Proprio l'AIS di Belluno ha organizzato recentemente una serata dedicata alla presentazione delle Cantine Vitivinicole aderenti al Consorzio Coste del Feltrino confrontandosi con queste sull'ottimo lavoro che è stato svolto finora e sui prossimi obiettivi che questa neo-nata realtà vuole perseguire.

Durante l'evento, Enzo Guarnieri - attuale presidente del Consorzio - ha posto in evidenza come fin dall'ottocento il territorio della Provincia di Belluno era predisposto per la coltivazione della vite; poi la povertà, l'emigrazione, le guerre e l'avvento della fillossera hanno portato all'oblio la viticoltura bellunese

Le varietà autoctone della zona (Bianchetta, Pavana, Turca, Gata) hanno rischiato quasi di scomparire per lasciare spazio alla più resistente e facile coltivazione dell'uva americana.

Negli ultimi anni però la tendenza è cambiata soprattutto grazie al coraggio e alla caparbietà di alcuni viticoltori che hanno portato alla riscoperta alcuni vitigni autoctoni locali e, successivamente, dopo numerose sperimentazioni e prove in campo, hanno aggiunto al regolamento del Consorzio alcuni vitigni internazionali, che si sono adattati molto bene al terroir e la nostro clima dolomitico. 

Con questo regolamento, teso a restringere ancora di più l'attuale disciplinare dell'Indicazione Geografica Tipica IGT "Vigneti delle Dolomiti" che oggi caratterizza e regolamenta quest'area, i risultati ottenuti sono stati davvero sorprendenti sia per quanto riguarda la produzione, ma soprattutto la qualità del prodotto finale.

Se inizialmente il vino locale non incontrava appieno i gusti dei suoi consumatori, di anno in anno gli accorgimenti in vigna, una maggiore attenzione alle lavorazioni in cantina e nuove sperimentazioni, hanno contribuito al rilancio dell'enologia bellunese riuscendo ad incuriosire persino prestigiosi esperti del settore vitivinicolo e gastronomico.

Anche i numeri di questa escalation parlano chiaro: sono nove le aziende agricole bellunesi che sono state inserite sulla guida regionale Vinetia 2018 contro le tre del 2016 e, inoltre, c'è anche chi, come Pian delle Vette Cantina di Montagna quest'anno ha avuto l'onore di poter partecipare ad importanti eventi, concorsi e manifestazioni italiane e internazionali legate al mondo del vino, portando a casa numerosi premi e riconoscimenti ufficiali proprio per l'alta qualità dei propri vini prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo immerso nelle atmosfere incantate del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dove il suono delle campane scandisce ancora il trascorrere del tempo arricchendo i nostri pregiati vini di note uniche che regalano emozioni e sensazioni indimenticabili. 

 

 

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"Una Montagna di vino" Storie di viticoltura eroica.

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Anche quest'anno l'Enoteca Contemporanea di Feltre promuove il territorio delle Dolomiti Bellunesi valorizzando quello che di buono e unico riescono ad offrire oggi i viticoltori della montagna bellunese

Un percorso strutturato in cinque appuntamenti dove verranno svelati i volti e le storie di otto Cantine Dolomitiche con la possibilità di degustare i loro vini di alta qualità accompagnati da ricette tipiche della cucina veneta e bellunese.

Martedì 14 novembre 2017 vi invitiamo a venire ad assaggiare alcuni dei nostri vini: il Granpasso wine of the year 2017 della Via Claudia Augusta Altinate, lo Gnomè, Scalon, Ampelusia, Traminer Aromatico, Muller Thurgau, Croda Bianca, Dumalis che saranno abbinati a prodotti tipici del territorio locale. 

Non ci saranno il Mat'55 ed il Pinot Nero che comunque potete sempre trovare all'Enoteca Contemporanea di Feltre

Oltre a questo evento Paolo Grando, titolare del locale, ha organizzato un corso - in collaborazione con la Sommelier Alessandra Dinato - per far conoscere a tutti i vini del mondo attraverso l'esplorazione di alcune tra le più significative combinazioni di luoghi e di vitigni storici

Un viaggio che partirà il 6 novembre 2017 con una prima lezione dedicata all'approfondimento dei vini dell'Australasia, per proseguire poi il 28 novembre alla scoperta dei  vini del Libano e del Sud Africa; il 13 dicembre sarà la volta dei vini americani, mentre il 24 gennaio 2018 si parlerà dei vini dell'Europa del Nord, per concludere il percorso il 21 febbraio 2018 con i vini dell'Europa Mediterranea.

E' questa la ricca e variegata proposta dell'Enoteca Contemporanea alla quale Pian delle Vette Cantina di Montagna vi invita a partecipare per scoprire non solo le nostre eccellenze vitivinicole bellunesi, ma anche l'origine e la storia dei più importanti vini provenienti da ogni parte del mondo

Per maggiori informazioni, visitate la pagina Facebook dell'Enoteca Contemporanea raggiungibile al seguente link: www.facebook.com/enotecacontemporanea/

 

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I vini Pian delle Vette protagonisti alla Festa dell'Uva e alla Mostra - Mercato.

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E' stato un altro fine settimana ricco di partecipazioni ad eventi legati al settore Food & Wine per Pian delle Vette Cantina di Montagna che, dal 29 settembre al 1 ottobre 2017, ha portato in giro per la Provincia di Belluno i suoi pregiati vini di alta qualità in occasione della 12^ Festa dell'Uva di Fonzaso e della 35^ Mostra - Mercato delle attività agricole, artigianali e commerciali di Santa Giustina. 

La Festa dell'uva di Fonzaso.

Come di consueto, anche quest'anno si è tenuta a Fonzaso la Festa dell'Uva, un'iniziativa che venne creata nel 2005 dall'Amministrazione Comunale di Gianluigi Furlin, in collaborazione con la Pro Loco e le associazioni di volontariato locali, per valorizzare e promuovere la coltivazione della vite che a Fonzaso, Arten, Frassenè, Agana e Giaroni trova ancora numerosi appassionati agricoltori desiderosi di produrre e vendere il proprio vino.

Sabato 30 settembre la Festa dell'Uva è entrata nel vivo con un partecipato convegno dedicato alla viticoltura in Provincia di Belluno che ha visto la presenza degli studenti dell'Istituto Agrario "Antonio Della Lucia" di Feltre, dell'Associazione Italiana Sommelier regionale e del Consorzio dei viticoltori "Le Coste del Feltrino". 

Durante l'incontro tutti i relatori hanno posto particolare attenzione sul fatto che in questi anni, anche nel nostro territorio montano, è ritornata la passione per la viticoltura e la vinificazione soprattutto da parte delle giovani generazioni.

Negli anni Quaranta gli ettari di coltivazione della vite erano 10, nel 2010 si è passati a 40 e adesso si sta risalendo la china, perchè attualmente gli ettari registrati sono circa un centinaio con una produzione di vini che è arrivata ad un livello di tutto rispetto.

A conclusione del convegno si è tenuta la premiazione del "Concorso enologico dei vini bellunesi" che ha registrato la partecipazione di numerose aziende vitivinicole locali.

A giudicare i vini è stata una commissione di 8 Sommelier di Belluno, tra cui erano presenti anche Nicoletta Lanzato e Paolo Cavasini.

In quest'edizione del concorso le categorie di vini presenti in gara sono state quattro: vini rossi e bianchi, spumante metodo classico e spumante metodo Martinotti.

Per la categoria vino spumante metodo classico ha trionfato il nostro MAT'55 Millesimo 2009 - Sublimazione dell'attesa; il miglior vino bianco è stato giudicato il Bianchetta prodotto dall'azienda vitivinicola Claudio Polesana di Feltre; il premio al vino rosso è andato al Vanduja dell'Azienda Agricola De Bacco di Seren del Grappa, così come quello per lo spumante metodo Martinotti.

La Mostra - Mercato delle attività agricole di Santa Giustina.

Questo fine settimana a Santa Giustina è ritornato il tradizionale appuntamento con la Mostra - Mercato delle attività agricole, artigianali e commerciali organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco locale. Anche in occasione di questa nuova edizione, la partecipazione di aziende e produttori è stata molto numerosa e, questo, ha permesso ai visitatori di poter ammirare, conoscere ed acquistare tanti prodotti gastronomici locali e nazionali.

Nell'ottica della valorizzazione del prodotto tipico locale e delle tradizioni di una volta, nella tre giorni non sono mancate numerose iniziative ed eventi culturali tra cui la mostra del radicchio e le degustazioni dei vini bellunesi.

Anche l'Azienda Agricola Pian delle Vette ha partecipato a questo evento con un proprio stand che potete vedere in foto. 

 

 

 

 

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A Pian delle Vette si vendemmia!

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Quest'anno a Pian delle Vette la vendemmia è iniziata il 28 agosto 2017, in anticipo di ben 15 giorni rispetto all'anno scorso, partendo naturalmente con le basi spumanti, ovvero quelle che ci permetteranno di degustare nel 2024 uno dei nostri vini fiore all'occhiello: il MAT' 55 - Sublimazione dell'attesa.

Prima il Pinot Nero poi lo Chardonnay, questi sono i due vitigni che sicuramente ci regaleranno presto emozioni forti ed uniche.

Nel rispetto delle tradizioni vitivinicole di un tempo, la vendemmia 2017 si è svolta manualmente selezionando i migliori grappoli d'uva che sono stati raccolti in cassette di plastica e stoccati per una notte in una cella frigorifera ad una temperatura di 10°C- 12°C per evitare l'insorgere di possibili fermentazioni spontanee che avrebbero potuto compromettere la qualità finale del mosto.

Successivamente, si è svolta la pigiatura morbida dell'uva utilizzando una pressa pneumatica che ci ha consentito di prelevare il fiore mosto per garantire il massimo della qualità al nostro  futuro MAT' 55.

Infine è stato avviato il processo di fermentazione del vino che rappresenta un momento magico che determinerà il successo del nostro lavoro e, soprattutto, la qualità dei nostri vini di montagna prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo della Città di Feltre immerso nella natura ancora incontaminata del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. 

La vendemmia a Pian delle Vette Cantina di Montagna.

 

 

 

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Soc. Agr. Pian delle Vette
Via Teda, 11 32032 Pren di Feltre (BL) - ITALIA
We are open on Saturday from 9 to 12 and from 15 to 18.
The other days of the week we are in winery occasionally,
therefore we suggest to call +39 329.8191436 - +39 329.8191436 .


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