Storia dei nomi dei vini - settima parte.

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Anche questa settimana prosegue la nostra rubrica informativa sulla storia dei nomi dei vini, tratta dal libro "Roma Caput Vini". Oggi vi raccontiamo l'origine storica di altri due vini: il Taurasi e l'Aglianico. 

AGER TAURASINUS ED ELLENICUM - Taurasi e Aglianico. 

L'antica Taurasia fu distrutta dai Romani nel 268 a.C., con la definitiva occupazione di un territorio sino ad allora dominato da un popolo di stirpe sannitica.

Durante le guerre puniche i taurasini si erano schierati con Annibale, difendendosi in modo così virulento da indurre i romani ad annientarli quasi totalmente.

Da allora il territorio tra le provincie di Avellino e Benevento fu Ager Taurasinus (Campi taurasini). La viticoltura in zona fu divulgata dai greci che fondarono numerose colonie nell'Italia meridionale nei secoli VIII - VII a.C., tuttavia è grazie ai romani che essa si potenziò, anche a seguito della deportazione nell'area di migliaia di liguri apuani di stirpe celtica, impiegati nella coltivazione della vite.

Nel 42 a.C., dopo la battaglia di Filippi e durante il triumvirato di Augusto, la città divenne colonia militare e parte del territorio fu consegnato ai soldati romani veterani, mentre la restante parte venne data a Livia Drusilla, seconda moglie di Augusto.

In questo periodo la viticoltura conobbe una diffusione ancora maggiore. Tito Livio parla di "vigne optime" della Taurasia e il vitigno Ellenico (Aglianico) ne divenne il signore. La qualità dell'Aglianico furono allora esaltate da Orazio. 

Originario della città di Venosa, conquistata dai romani nel 291 a.C., Quinto Orazio Flacco può essere considerato il poeta del vino per eccellenza, in una Roma che ormai trasforma la via Appia in un formidabile tracciato commerciale capace di unire la capitale a Brindisi e all'Adriatico, attraversando i floridi territori dell'Aglianico.

Anche la cittadina di Barile ci conferma come la produzione dell'Aglianico avesse origini antiche. Il borgo sorge su un monte di tufo, scavato da grotte, ricche di antichi reperti di anfore in terracotta utilizzate dai romani per il trasporto del vino.

Altrettanto antica la tradizione vitivinicola di Canosa, dove secondo Polibio il vittorioso Annibale portò i suoi soldati a riposarsi dopo la battaglia di Canne. Vasi e coppe vinarie ornate con scene di banchetti sono stati ritrovati nelle tombe risalenti al IV secolo a.C., appartenenti ad aristocratici e a persone comuni, mentre l'influenza del commercio dei vini è testimoniata da ritrovamenti di monete risalenti al periodo tra il V e il II secolo a.C., raffiguranti su un lato un grappolo d'uva. 

Lo storico Varrone narra di una particolare tecnica di coltivazione, tipica della zona di Canosa, in base alla quale la vigna veniva coltivata insieme all'albero del fico.