Storia dei nomi dei vini - quinta parte.

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei nomi del vini, con un nuovo appuntamento della nostra rubrica informativa. Questa settimana vi parleremo dell'origine storica del Barbaresco e del Chianti.

BARBARICA SILVA - BARBARESCO.

Roma si ritrova ovunque a Barbarica Silva, una collina occupata dai celti liguri e assediata dai romani, probabilmente dai consoli Marco Popilio e Marco Fulvio Flacco, che nel II secolo a.C. varcano il Tanaro e sconfiggono i barbari.

Da allora, la sacra vite romana sostituisce la Barbarica Silva, originando l'identità e la storia del Barbaresco.

Roma la si respira a Villa Martis, in onore di Marte, dio della guerra. Di qui, dalla cascina oggi della Martinenga, passava la strada che univa Torino alla costa ligure, citata da Tito Livio nella sua storia di Roma.

Roma è anche nelle mura di Neive, un borgo sorto intorno alla proprietà donata alla potente famiglia capitolina della Gens Naevia, così come è a Treiso, la terza pietra militare della strada che allora conduceva verso Alba Pompeia, odierna Alba e forte presidio militare romano nel Piemonte meridionale insieme ad Augusta Bagiennorum (Bene Vagienna) e Pollentia oggi Pollenzo.

Roma è nell'Alba Pompeia che ottiene nell'89 a.C. l'imprimatur romano con l'editto del generale Gneo Pompeo Strabone, che dà i natali all'imperatore Publio Elvio Pertinace, salito al trono nel 192 all'indomani dell'assassinio di Commodo. 

Pertinace si distinse nella guerra ai parti e assistette Claudio Pompeiano nella guerra contro i germani prima di diventare governatore di Maesia, Siria e Britannia. Leggenda vuole che Pertinace facesse giungere il vino delle sue colline sulle tavole dei nobili romani, promuovendone il grande lignaggio. 

Non sappiamo se sia vero, ma Roma è ancor oggi fra quelle colline con San Rocco Seno d'Elvio, la frazione che tra Alba Pompeia e Barbarica Silva ricorda il nome dell'imperatore. 

Così come Roma è nelle cantine di Barbaresco, Neive, Treiso attraverso le pagine di Plinio il Vecchio, che nelle sue ricerche sui terreni più adatti alla coltivazione della vite considera le argillose vigne di Alba Pompeia tra le migliori, persino in confronto ai terreni vulcanici campani.

E cosa dire dei celti liguri, scacciati dalla Barbarica Silva? Anche loro hanno lasciato in dono a quelle terre un grande nome. Il celtico brig (collina) sarà il bric, bricco o collina delle Langhe e del Monferrato piemontesi.

CLANTE - CHIANTI.

E' preromana l'origine del nome del più popolare fra i vini toscani, il Chianti. Tre sono le tesi di gruppi di linguisti che si fronteggiano circa il significato della parola etrusca che battezza questo vino.

Clante è il nome di una nobile, influente famiglia etrusca. Lo testimoniano alcune iscrizioni rinvenute sia a Perugia sia a Chiusi, città fondate dagli etruschi, così come Arezzo, Cortona, Fiesole, Talamone e Volterra.

Alcuni glottologi, riferiscono Chianti al gentilizio etrusco Clanti. Se Clan sta in etrusco per "figlio", Clanti sarà figlioccio, figliastro o figlio adottivo. 

L'ultima tesi, forse quella davvero più suggestiva, muove dall'etrusco nome dell'acqua: a sua volta Clante - I.

Ricca d'acqua e perciò particolarmente pregiata per l'agricoltura, così sarebbe stata battezzata dagli etruschi l'ampia zona del Chianti, fra Siena e Firenze.

Anche per questo vino, non ci sono dubbi sul ruolo di Roma come effettivo e potente fattore di sviluppo degli insediamenti vitivinicoli, che incominciarono a moltiplicarsi sin dagli albori dell'occupazione romana.