Storia dei nomi dei vini - sesta parte.

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei nomi dei vini con un nuovo appuntamento della nostra rubrica informativa. Questa settimana vi raccontiamo l'origine storica del vino Lambrusco. 

VITIS LABRUSCA - LAMBRUSCO.

Conosciuta sia dai romani sia dagli etruschi, la vitis labrusca era un vitigno selvatico che cresceva ai margini delle campagne, dove terminavano le aree coltivate.

E' questo vitigno a dare il nome al Lambrusco, che alcuni farebbero derivare dalle vites selvatiche delle foreste dell'Appennino. Il primo a citare la vitis labrusca è Virgilio nella Quinta Bucolica, i riferimenti successivi si trovano nel De Agricultura di Catone e nel De Rustica di Varrone, sino a Plinio il Vecchio che la menziona descrivendone le foglie di colore sanguigno prima di cadere. 

Sull'origine del nome si contrappongono due tesi. La prima sostiene che il nome deriverebbe da labrum (margine dei campi) e ruscam (pianta spontanea); la vitis labrusca perciò sarebbe quella che cresce ai margini dei campi, non coltivata. La seconda tesi fa derivare il nome dai termini labo (prendo) e ruscus (che punge il palato), a indicare un vino giovane dall'acidità contenuta e dal vivace tannino. 

Quella che oggi va sotto il nome scientifico di vitis labrusca è tutt'altra cosa dalla vite conosciuta in epoca romana, intendendosi infatti con questo termine un vitigno giunto in Europa dall'America nel periodo successivo alle devastazioni della fillossera, la devastante malattia che rischiò di far scomparire la vite in tutto il continente. 

In questa famiglia di viti la più conosciuta è l'uva Isabella, altrimenti detta uva fragola: un frutto dalle caratteristiche organolettiche molto specifiche e selvatiche, il cui vino è sotto il profilo della commercializzazione vietato.

Il legame fra l'odierno Lambrusco e l'antica vitis labrusca è dunque solo nel nome.