Storia dei nomi dei vini - nono episodio.

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ANSONICA, INSOLIA.

Antichissimo vitigno bianco che affonda le proprie origini nella notte dei tempi, l'Ansonica cresce nelle zone della Toscana - sulle coste delle provincie di Grosseto e Livorno, sull'isola d'Elba e sull'isola del Giglio - e in Sicilia, dove è conosciuto con il nome di Inzolia. Ultimamente sono state trovate tracce di questo vitigno anche sulle coste del basso Lazio e della Campania.

In Toscana la sua coltivazione è avvenuta fin dalle prime colonizzazioni romane, anche se geneticamente presenta fortissime affinità con i vitigni greci. I ricercatori Dalmasso e Alessio nel 1938 e Breviglieri nel 1964, hanno dimostrato come la Sicilia si possa ritenere la terra di approdo dell'Ansonica.

Non è forse un caso che un vitigno proveniente dalle isole greche, da un'ambiente a forte declinazione marina, abbia trovato nell'isola il clima adatto per esprimere la sua robustezza, il suo gusto fruttato e il profumo delicato. Qui il vitigno assume nomi diversi ed è coltivato soprattutto nel Trapanese e nell'Agrigentino, dove sono stati trovati tre gruppi genetici di Ansonica incrociatisi con altri vitigni locali.

Il recente studio genetico del germoplasma di alcuni campioni di vitigno dell'isola del Giglio ha mostrato invece come questi abbiano una fortissima affinità non solo con l'Ansonica continentale ma anche con l'Inzolia siciliana e, inoltre, anche con il vitigno spagnolo Airen, con il francese Clairette, ma soprattutto con i vitigni greci Rhoditis e Sideritis.

La scienza è stata coadiuvata in questa scoperta dal particolare metodo di coltivazione tipico dell'isola del Giglio, fondato su una corta potatura dei tralci che vengono appoggiati su canne intrecciate: tale sistema di coltivazione è di riconosciuta provenienza greca.

L'Ansonica appare come un vitigno itinerante per il Mediterraneo, in cerca di coste e di climi temperati dove fruttare. Al di là delle sue origini, sarà sempre Roma a imprimere la svolta nella produzione e nel suo commercio.

La zona di impianto dell'isola d'Elba era già celebrata nell'Urbe come Insula vini ferax e Plinio il Vecchio testimonia dell'apprezzamento dei mercati romani per il vino prodotto nell'isola.