Il rilancio e lo sviluppo delle aree montane marginali: il caso di Seren del Grappa.

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La scarsa attenzione data in passato alla montagna o alla gestione di tipo assistenzialistico, stenta a lasciare il passo al nuovo paradigma che pone la montagna al centro di investimenti produttivi e iniziative di carattere innovativo che ne valorizzino le sue risorse, le specificità, le sue bellezze e il suo capitale sociale.

Questo, insieme ad altri fattori quali i mutamenti socio - economici degli ultimi sessant'anni e i cambiamenti negli stili di vita, hanno favorito la concentrazione della popolazione nelle aree urbane con il conseguente abbandono di molte aree montane marginali.

Ne sono conseguite problematiche di diverso tipo: un aumento del rischio idrogeologico, la perdita di biodiversità, il quasi totale abbandono delle pratiche economiche locali, la decadenza del patrimonio architettonico, paesaggistico e culturale.

Di fronte alla complessità delle sfide da affrontare, nel corso degli ultimi anni nelle Alpi si osservano nuove dinamiche che stanno contribuendo a un'inversione di tendenza: la montagna è diventata oggetto di interesse, tema di nuovi studi e di diverse forme di intervento, dal livello locale, a quello comunitario, finalizzati a promuovere e favorire modelli di sviluppo sostenibili.

I ricercatori dello Sviluppo Regionale dell'EURAC hanno avuto l'opportunità di osservare da vicino un processo di questo tipo, contribuendo a sostenerlo. 

Si tratta di Seren del Grappa, uno dei comuni del Feltrino al confine con la Provincia di Vicenza e Treviso, situato fra la piana di Feltre, il Massiccio del Monte Grappa e le Dolomiti Bellunesi.

Il suo territorio, esteso su una superficie di poco più di 62 chilometri quadrati, è caratterizzato da una montagna verticale, che parte dai 350 metri di quota della piana e arriva agli oltre 1.500 metri delle montagne.

Seren del Grappa rientra pertanto fra i piccoli comuni completamente montani, in cui appare pianeggiante solo la parte di fondovalle dove è concentrato il nucleo urbano.

La sua posizione, al di fuori dei flussi turistici che hanno investito le Dolomiti, e la lontananza dai principali assi viari, hanno determinato negli anni un forte spopolamento e il quasi totale abbandono delle pratiche economiche locali, insieme alla decadenza del patrimonio architettonico e culturale.

Per rivitalizzare la zona dal punto di vista socio - economico la Fondazione Val di Seren ha contattato gli esperti di sviluppo regionale di Eurac Reserch incaricandoli di elaborare una strategia ad hoc.

I risultati, frutto di una interazione virtuosa tra ricercatori e comunità locale e di una proficua cooperazione interregionale, sono stati presentati sabato 08 aprile 2017 a Seren del Grappa, alla presenza dell'Assessore all'Agricoltura della Regione del Veneto, Giuseppe Pan.

Con l'occasione è stato anche inaugurato il vigneto sperimentale di Col dei Bof, uno dei primi progetti che sono stati avviati durante questo lungo percorso.

La storia di questo progetto comincia quasi per caso, con un podologo bolzanino che compra una casa in una frazione di Seren del Grappa, e si conclude con un piano di sviluppo territoriale per l'intera Valle.

Il podologo è Oskar Unterfrauner, presidente della Fondazione Val di Seren Onlus che ha tra i suoi intenti quello di sperimentare nuove modalità per tornare ad abitare la montagna.

Per tradurre in pratica i propri obiettivi la Fondazione ha richiesto la consulenza degli esperti di sviluppo regionale di Eurac che hanno elaborato un piano coinvolgendo la popolazione locale.

Attraverso workshop, tavoli di lavoro progettuali, visite guidate, tavole rotonde e serate di informazione, i ricercatori hanno raccolto proposte ed esigenze della popolazione ed elaborato un piano di medio e lungo termine per lo sviluppo socio - economico e demografico della Valle.

Per strappare superficie al bosco a favore dell'agricoltura, è nata l'idea di realizzare un vigneto sperimentale composto da ibridi resistenti al freddo e alle malattie.

Oltre al vigneto, negli anni sono state realizzate anche altre iniziative concrete come il restauro della casa che ora ospita la sede della Fondazione, un corso di Web Marketing per operatori economici e un festival della montagna che ha richiamato in Valle sia esperti, sia persone che hanno fatto del ritorno in montagna una loro scelta di vita.

Il Vigneto Sperimentale a Col dei Bof.

Le sinergie nate all'interno del piano strategico di Seren del Grappa, hanno portato all'avvio nel 2013 di un progetto sperimentale di viticoltura realizzato in località Col dei Bof, uno dei più caratteristici borghi della Valle di Seren del Grappa. Il progetto consta di due momenti diversi di realizzazione.

In una prima fase, con il contributo della Regione del Veneto, il coordinamento di Veneto Agricoltura nei terreni di proprietà della Fondazione in località Col dei Bof, ha piantato un vigneto sperimentale con barbatelle resistenti alle malattie funginee e particolarmente adatte alla viticoltura in montagna. 

In una seconda fase, la coltivazione della vite sarà estesa ad altre aree di proprietà della Fondazione e di altri proprietari della Valle intervenendo nel recupero dei terreni in forte pendenza posti nelle aree più marginali.

La tipologia di impianto scelta è quella a ritocchino, con un sesto d'impianto di 2 X 0,8. Come forma di allevamento si è preferito puntare sul Guyot. 

Il vigneto è stato messo a dimora in parte nella primavera del 2014 e in quella successiva del 2015; oggi occupa una superficie totale di poco più di un ettaro e mezzo.

L'intento della sperimentazione è trovare varietà di vite resistenti alle malattie funginee; per ogni varietà sono state messe a dimora almeno 100 - 150 barbatelle.

Gli ibridi resistenti sono varietà di vite create attraverso processi di ibridazione per risultare così più resistenti a fitopatologie, siccità, malattie e a condizioni ambientali estreme come quelle delle aree montane.

Oggi il contrasto all'oidio, la peronospora e la fillossera, avviene prevalentemente per via chimica. L'introduzione di questi ibridi resistenti permette di ridurre a 2-3 i trattamenti in campo anziché i 15 - 20 anno.

Per preservare la naturale resistenza delle viti e la biodiversità dei luoghi si è scelto di non utilizzare prodotti di sintesi per il diserbo e, inoltre, le tradizionali fasi di intervento sono condotte manualmente o con l'impiego di limitati mezzi meccanici.

Il progetto sperimentale del vigneto ad ibridi resistenti rappresenta un'iniziativa di carattere fortemente innovativo sotto vari aspetti.

Innanzitutto si pone l'obiettivo della creazione di un primo catalogo europeo sugli ibridi resistenti in aree montane, favorendo la coltivazione in aree impervie.

Inoltre, tale iniziativa si inserisce in un più articolato percorso di sviluppo socio - economico di più ampio respiro, che ha come obiettivo quello di fornire la sopravvivenza economica e una fonte di benessere per la comunità locale.

Si tratta, infine, di un progetto di sviluppo regionale che potrebbe portare alla ricostruzione di un distretto vitivinicolo feltrino valorizzando quindi le peculiarità e le risorse endogene del territorio.