Storia dei nomi dei vini_ sedicesimo episodio

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CAUDA VULPIUM - Coda di Volpe. 

"Minus tamen, caudas vulpinum imitata, alopecia". La prima citazione del Coda di Volpe si deve a Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, quando indica i vitigni adatti ad essere coltivati a pergola.

Militare, storico e scienziato che perse la vita proprio intorno a Pompei durante l'eruzione del 79 d.C., verso il Coda di Volpe Plinio esprime un apprezzamento particolare: "Il terreno e l'ambiente, non solo l'uva, fanno la differenza, e giova a questo vino l'invecchiamento."

L'origine del nome Cauda Vulpium deriva dalla forma del suo grappolo: curvo e lungo, che fa pensare alla coda di una volpe. 

La varietà prodotta alle falde del Vesuvio prende anche il nome di Caprettone o Crapettone.

 

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Pian delle Vette alla fiera "Sapori Italiani e Alpini" di Longarone.

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Si apre venerdì 22 settembre, nel quartiere fieristico di Longarone Fiere Dolomiti (Belluno) la diciassettesima edizione di "Sapori Italiani e Alpini 2017", importante vetrina di presentazione delle principali produzioni agroalimentari tipiche italiane entrata ormai di diritto nel novero degli eventi di settore più attesi del Triveneto.

Gli espositori del Salone Sapori Alpini Italiani provengono dal Nord, Sud e Centro Italia per far conoscere al numeroso pubblico presente alla Fiera di Longarone i prodotti agroalimentari biologici e tipici della propria regione di appartenenza.

Oltre a carni di elevata qualità, gustosi salumi, pregiati vini e prodotti da forno, la rassegna presenta anche articoli di cosmesi naturale e speciali macchine all'avanguardia per la preparazione e la conservazione degli alimenti.

Sapori Italiani e Alpini ogni anno riscuote una grande affluenza di visitatori interessati ad assaggiare e degustare le diverse specialità gastronomiche proposte nelle aree dimostrative della Fiera gestite da associazioni e consorzi di tutela locali in collaborazione con Confartigianato, Confagricoltura, CIA, Ascom e Coldiretti Belluno.

A questo prestigioso evento non poteva mancare la partecipazione di Pian delle Vette Cantina di Montagna con i suoi pregiati vini di alta qualità prodotti a Pren di Feltre, un piccolo borgo immerso nella natura ancora incontaminata del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Dal 22 al 24 settembre vi aspettiamo nel nostro stand espositivo (padiglione B corsia D-F) per farvi conoscere e degustare i vini dell'Azienda Agricola Pian delle Vette che, proprio quest'anno, hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Enoteca Contemporanea nella top 5 del Gambero Rosso

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Nella top 5 dei migliori bar d'Italia c'è un nome nuovo, quello dell'Enoteca Contemporanea di via XXXI Ottobre a Feltre (BL), che si è aggiudicata il posto nella guida 2018 del Gambero Rosso e, inoltre, questo mese è stata anche recensita nella rivista del più rinomato circolo dedicato all'universo enogastronomico.

Il Gambero Rosso descrive l'Enoteca Contemporanea come un minuscolo gioiellino tutto da scoprire, particolare e intrigante che ha rotto gli schemi della tranquilla scena enogastronomica feltrina.

Molto originali sono i suoi arredi in pietra e legno delle Dolomiti curati dall'artista Luca Rento, e originale è anche la sua offerta che copre tutto l'arco della giornata puntando sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali del territorio.

Si parte dalle colazioni, con le brioche artigianali di un panettiere di fiducia o con il pane servito insieme al burro di una latteria locale (oppure di una malga nel periodo estivo) e con le marmellate di un'azienda agricola di Lentiai (BL) che fornisce anche i succhi di frutta, ma non mancano nemmeno yogurt artigianale e miele prodotto da apicoltori della zona. Una nobile miscela di pura Arabica è la base ideale per caffè dal gusto elegante, cremosi e ben fatti.

Dall'ora dell'aperitivo, il locale diventa enoteca proponendo una vasta scelta di vini locali, tra cui anche quelli prodotti dall'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata alle porte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Aperitivi sempre molto ricercati con un'eccellente proposta di vini alla mescita tra rossi, bianchi, bollicine e Champagne da affiancare - oltre alle ostriche sempre presenti - a gustosi assaggi preparati al momento dallo chef al banco realizzati con salumi, formaggi e verdure, ma anche tartare e cruditè di pesce e altre delizie come ad esempio le acciughe cetaresi marinate nel latte servite con stracchino senza lattosio.

Oltre alla qualità del servizio e del locale, il successo che ha portato Paolo Grando, titolare dell'Enoteca Contemporanea, ad ottenere questo prestigioso riconoscimento sta anche nella sua mission, ovvero educare le persone al bere e al gusto del bere proponendo ai clienti un percorso enogastronomico che li conduca ad apprezzare e a conoscere meglio il vino.

 

   

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La fertilità del terreno.

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La fertilità di un terreno non è determinata semplicemente dalla sua dotazione in principi nutritivi (fertilità chimica) ma soprattutto dalla sua capacità di essere ospite di vita, cioè di riuscire ad accogliere e sostenere in modo duraturo la presenza di piante, animali e microrganismi (fertilità biologica); essi per vivere necessitano di un habitat ospitale e quindi è necessario che il terreno sia permeabile all'aria e all'acqua, che non sia oggetto di un eccessivo accumulo di sostanze chimiche di sintesi ed infine, fornisca alimenti ricchi di carbonio, cioè sostanza organica, da cui poter ricavare energia per il proprio metabolismo. 

Essere per un terreno permeabile all'aria e all'acqua significa non formare crosta superficiale, non essere compattato, ma essere, invece formato da tante piccole zolle, fatte a loro volta di altre zolle, nelle quali e tra le quali riesce a svilupparsi una rete di canali, piccoli e grandi, fondamentale per permettere il deflusso dell'acqua caduta in eccesso, la circolazione dell'aria, la ritenzione dell'acqua e la sua risalita per capillarità (fertilità fisica).

Non essere oggetto di un accumulo di sostanze chimiche di sintesi, dovuto all'impiego eccessivo di diserbanti, concimi a pronto effetto e di antiparassitari, significa evitare possibili effetti nocivi sulle popolazioni di numerose specie di organismi terricoli e, di conseguenza sulla biodiversità. Il terreno è un grande organismo vivente in cui la cooperazione tra specie (piante, animali e microrganismi terricoli) dovrebbe prevalere su fenomeni di competizione che risultano preponderanti laddove l'agroecosistema è stato eccessivamente semplificato (una sola grande coltura, un unico grande campo, un unico raccolto). 

La cooperazione implica azioni che promuovono la diversità delle specie presenti nel campo coltivato, sopra e sotto la superficie del terreno. Ciò che nella pratica agricola dovrebbe essere promosso è la formazione e il mantenimento di una fitta rete di interazioni fra organismi viventi. 

Infatti, la ricchezza in specie di un ecosistema, lo porta ad essere stabile; la stabilità genera fertilità e questa porta abbondanza e alta qualità nelle produzioni.

La biodiversità che dovrebbe essere promossa nella pratica agricola non dovrebbe riguardare esclusivamente la presenza di organismi di tipo selvatico (microrganismi, lombrichi, uccelli, ecc) ma anche le piante coltivate (biodiversità coltivata) in merito al numero di specie e di varietà presenti nel campo.

Concludiamo questo articolo, con una gallery di foto che abbiamo scattato insieme all'agronomo Luca Conte che, recentemente, ha eseguito un'analisi esplorativa della fertilità del nostro terreno. 

Per scoprire lo "stato di salute della nostra terra", continua a seguirci sul nostro sito web e profili social network. 

 

 

 

 

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Il Pinot Nero è in fermento.

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Pinot Nero che passione! Questo è forse l'unico vitigno internazionale che ha una schiera di fan, anche se da molti viene definito un vino al femminile ma non è così.

La capitale di questo vino è in Borgogna, con qualche appendice in Oregon, ma negli ultimi anni in Italia, persino nei luoghi più impensati, sono nate macchie di questo vitigno, non certo facile da coltivare e produrre.

All'inizio degli anni Settanta uno dei pionieri è stato Enrico Vallania (vigneto delle Terre Rosse), poi è comparso il Pinot Nero di Tenuta Bagnolo dei Marchesi Pancrazi, prodotto a seguito di un fortuito errore: il vivaista fornì, al posto del Sangiovese, le barbatelle di Pinot Nero.

Sempre a partire dagli anni Settanta nasce in Alto Adige, nel territorio di Mazzon, il fenomeno che più di ogni altro segna la storia di questo vino in Italia.

Nel tempo si sono affermati diversi produttori del territorio di Mazzon: in primis Gottardi, poi Carlotto, Brunnenhof, Maso Barthenau, Haas.  Nel territorio di Appiano Toscano, in Lunigiana, Garfagnana, Mugello e Casentino, sono fioriti diversi produttori di questo vino.

E se un nuovo squillo arrivasse anche dalle Dolomiti Bellunesi, magari a partire dal Pinot Nero dell'Azienda Agricola Pian delle Vette?

Il gastronauta Davide Paolini, colui che ha scelto di mangiare con la propria testa, capace di godere dei sapori più ruspanti non accontentandosi dei luoghi comuni culinari, conduttore radiofonico su Radio 24 con la trasmissione "il Gastronauta", nella puntata di sabato 20 maggio ha recensito il Pinot Nero annata 2012 - raffinatezza ed eleganza, medaglia d'oro al BeoWine Fire di Belgrado, prodotto dalla nostra Azienda Agricola Pian delle Vette, situata ai piedi delle Vette Feltrine nell'area del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Ascolta la sua recensione, cliccando sul seguente link:

Il Gastronauta - Trasmissione del 20 maggio 2017

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/il-gastronauta/puntate

 

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A Pian delle Vette la coltivazione del vigneto è sostenibile.

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Prosegue a Pian delle Vette, Azienda Agricola situata ai piedi delle Vette Feltrine, nell'area del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesiil percorso verso una coltivazione più consapevole e sostenibile dei nostri vigneti con il consolidamento della salute delle viti. Dopo aver impostato la loro potatura secondo il metodo Simonit & Sirch, abbiamo interpellato l'agronomo Luca Conte per effettuare un'analisi esplorativa della fertilità del nostro suolo, che come vedremo più avanti risulta essere in buono stato di salute.

Il metodo di potatura Simonit & Sirch.

Sperimentato per la prima volta in Friuli Venezia Giulia nel 1988, questo metodo di potatura oggi è conosciuto a livello internazionale ed è applicato da oltre un centinaio di aziende europee distribuite tra Italia, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Germania e Portogallo.

Ad inventarlo sono stati Marco Simonith e Pierpaolo Sirch, due agronomi friulani i quali, partendo dalla constatazione che spesso le viti si ammalano e si infettano per una squilibrata impostazione delle potature, hanno studiato gli antichi vitigni italiani ed europei applicando il loro metodo alle esigenze della moderna viticoltura e ai sistemi di allevamento più intensivi, come la spalliera e il guyot.

La chiave di volta per risolvere le problematiche del deperimento dei vigneti e della riduzione della produttività, coincide proprio con un corretto metodo di potatura, che si può applicare a tutti i sistemi di allevamento della vite. Il segreto sta nell'effettuare con un approccio individuale, pianta per pianta, una potatura ramificata con piccoli tagli sul legno giovane, poco invasivi sul sistema di conduzione della vite ed orientati sempre allo stesso lato, per separare il legno vivo da quello secco che si forma dopo un taglio di potatura.

I suoi risultati hanno dimostrato che le piante dotate di un sistema linfatico integro, mostrano maggiore omogeneità di risposta vegeto - produttiva, si sviluppano in modo conforme risultando così più longeve e costanti nella qualità del prodotto finale.

Ecco un video su questo metodo di potatura che salvaguarda il flusso linfatico della vite.

  

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Vino Online? Lo comprano soprattutto i 50enni.

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Maschio, età media 48 anni, prezzo pagato a bottiglia pari a 13 euro, con preferenza verso i vini rossi: questo è l'identikit dell'acquirente di vino online in Italia, come evidenziato da un recente studio realizzato da Wine Monitor Nomisma in collaborazione con Vino75.com, l'enoteca specializzata nella vendita online nata a Firenze nel 2014 all'interno dell'acceleratore di startup Nana Bianca.

L'approfondimento ha messo in luce come l'identikit del "consumatore tipo" che acquista vino online riguardi una persona di sesso maschile (le donne rappresentano solamente il 15% degli acquirenti), di 48 anni d'età (il 61% degli acquirenti appartiene alla generazione X, di fascia d'età 36 - 56 anni), residente nelle regioni del Centro - Nord Italia e con una predilezione verso i vini rossi fermi e gli spumanti.

Mediamente, nel canale di vendita online, il prezzo medio di una bottiglia acquistata (da 0,75 ml, Iva inclusa) si aggira attorno ai 13 euro, ma può arrivare a superare i 14 nel caso dei rossi fermi e degli spumanti.

Facendo poi un confronto per fascia d'età degli acquirenti, si scopre che i Millenials italiani, la generazione nata tra i primi anni '80 e i primi anni Duemila, per quanto pesino ancora meno negli acquisti rispetto alla generazione X e ai baby - boomers (56 - 65 anni), sono più propensi ad acquistare bottiglie più costose; nel caso dei rossi fermi il prezzo medio di una bottiglia può aggirarsi attorno ai 16 euro, mentre supera questa cifra per gli spumanti.

Un altro dato interessante messo in luce da questa indagine è che nel nostro Paese le vendite online, sul volume generale di affari del vino, pesano solo per un 2% complessivo.

L'italiano, insomma, ama ancora andare in enoteca e, naturalmente, se può si reca direttamente in cantina dove può fare anche delle piacevoli degustazioni e magari spuntare prezzi migliori senza il ricarico finale del commerciante.

In Italia, il basso tasso di penetrazione nella vendita di vino attraverso la Rete è in parte spiegato dalle caratteristiche del mercato che presenta una vastissima capillarità di produttori nel territorio e la mancanza di un operatore di riferimento online.

Oggi la maggior parte delle aziende vitivinicole utilizza il canale digitale per dare informazioni sui propri prodotti, senza alcuna funzionalità di vendita integrata. Una grave carenza, se si tiene conto che, nonostante il calo dei consumi, l'Italia resta il terzo consumatore di vino al mondo (8% del consumo totale), preceduto da Francia (12&) e Stati Uniti (13%).

Fra le cause del nostro ritardo al momento si può annoverare anche la natura stessa del prodotto, in quanto poco adatto alla commercializzazione online soprattutto in termini di logistica, costi di spedizione e di esportazione.

Per contro, a far ben sperare, ci sono le analisi del volume di ricerche effettuato dagli utenti sul web che evidenziano come sempre più spesso gli italiani cerchino informazioni sul vino.

Circa il 40% di queste è correlato al vino in generale (es. acquisto di vino online, consigli sulla scelta del vino, etc.), mentre il 60% a specifiche tipologie di vino, delle quali la maggior parte sono riferite a vini toscani, piemontesi e veneti.

Sebbene in Italia l'e-commerce del vino pesi in maniera ancora marginale sulle vendite totali, è indubbio che il trend sia in crescita; basti guardare a cosa sta accadendo al di fuori dei confini nazionali dove in mercati come Francia o Regno Unito l'incidenza delle vendite online supera il 10& o addirittura il 20% nel caso della Cina.

Sul fatto che si tratti di un fenomeno in costante aumento, non ci sono dubbi: secondo l'analisi elaborata congiuntamente da Svinando Wine Club, 2i3T - Incubatore di Imprese per il Trasferimento Tecnologico dell'Università degli Studi di Torino, Club degli Investitori e Piuvino.it, Enoteca Online, è stato stimato che il mercato domestico del vino online arriverà ad esprimere un giro d'affari annuo intorno ai 200 milioni di euro, con un tasso di crescita annuale composto del 40% già entro i prossimi cinque anni.

Per i produttori, insomma, il futuro è più roseo per le vendite online e prossimamente ci saranno molte più opportunità per gli operatori che sapranno davvero sviluppare il potenziale ancora inesplorato del commercio elettronico del vino. Meglio investire oggi e attrezzarsi, per non restare indietro domani.

In quest'ottica, l'Azienda Agricola Pian Delle Vette ha voluto avviare nel 2016 una collaborazione con l'Agenzia di Comunicazione Zerokilled per realizzare un progetto di marketing e di comunicazione multimediale che ha permesso, in primis, di studiare i nuovi cambiamenti in atto nelle dinamiche dei consumi di vino per poter riuscire a soddisfare le esigenze dei propri clienti, ma anche di aumentare la propria presenza online allo scopo di incrementare la conoscenza del proprio marchio, dei propri vini di alta qualità e delle eccellenze tipiche bellunesi, aumentando, grazie all'uso del web, il grado di coinvolgimento diretto del cliente nel processo d'acquisto, migliorando la comparazione dei prezzi.

Inoltre, la scelta di realizzare un nuovo e moderno sito web e-commerce (www.piandellevette.it) ha consentito all'azienda di instaurare un rapporto più diretto e duraturo con il cliente finale che rappresenta oggi un elemento chiave non solo per vendere di più e meglio, ma anche per riuscire ad adattare su di loro una comunicazione più efficace e mirata.

Oggi il vino è diventato un prodotto "esperenziale" con un'elevata dose di emozionalità. Chiunque lo degusta ha un'opinione precisa e desidera commentare e condividere con altri la propria esperienza.

La capacità di intercettare questa propensione da parte di un'azienda agricola avviene attraverso la predisposizione di strumenti social che rappresentano una forma di comunicazione molto efficace per una serie di motivi:

  • il consumatore diventa soggetto produttore di contenuti invece che soltanto destinatario di notizie veicolate dall'azienda stessa; in altre parole, l'individuo si trasforma da consumatore a comunicatore attraverso l'utilizzo della sua opinione quale veicolo pubblicitario del brand.
  • le condivisioni e i commenti degli utenti hanno la stessa valenza comunicativa del tradizionale "passaparola" da sempre considerato un ottimo strumento di marketing. L'imparzialità del giudizio sottostante ad un commento di un consumatore ha un'efficacia comunicativa maggiore di qualunque altro strumento pubblicitario che l'azienda stessa possa predisporre.

Egidio D'incà e Walter Lira, hanno voluto investire anche nella realizzazione di una campagna di social media marketing annuale basata soprattutto sulla condivisione di contenuti non soltanto legati al mondo del vino, ma anche tesi a promuovere e valorizzare la conoscenza delle peculiarità del territorio bellunese e delle sue eccellenze enogastronomiche anche in chiave turistico - commerciale. 

 

 

 

 

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I "Vini Pian delle Vette" protagonisti al FuoriSalone di Milano.

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Grazie all'occhialeria Luxol, nata nel 1969 dalla passione di una famiglia nel cuore del Distretto Industriale dell'Occhiale a Lozzo di Cadore, Pian delle Vette sarà quest'anno presente al FuoriSalone 2017, manifestazione clou che si svolge ogni anno a Milano in concomitanza al Salone del Mobile, in scena nei padiglioni di RHO Fiera nel mese di aprile.

Il FuoriSalone nasce come iniziativa autonoma da parte delle aziende che operano nel settore dell'arredamento e del design industriale nei primi anni 80.

Con il passare del tempo, l'evento si è esteso a molti altri settori affini, tra cui l'auto motive, tecnologia, arte, moda e food.

Martedì 4 aprile è iniziata ufficialmente la Design Week, 6 giorni non stop di eventi che coinvolgeranno tutta la città.

In concomitanza con lo svolgimento del Salone del Mobile le vie del centro di Milano si stanno sempre più animando di mostre, presentazioni di nuovi brand e prodotti, installazioni e allestimenti vari, ma anche tanti party ed eventi.

Proprio in questi giorni l'occhialeria Luxol è impegnata nell'esposizione a Tortona, presso COOL HUNTER Italy Temporary Space, delle collezioni del suo neonato brand di occhiali da sole denominato T(eye)M.

Le nuove creazioni rappresentano una rivisitazione creativa e di design che accosta gli stili tipici degli anni passati a materiali sempre più all'avanguardia e di ultima generazione.

Nella giornata di domenica 9 aprile alle ore 17:30, presso lo spazio dedicato al brand T-eye - M, verrà organizzato "Icons Party", un esclusivo aperitivo che svelerà al pubblico le grandi icone del passato che hanno ispirato l'ideazione e lo sviluppo delle prime collezioni T (eye)M.

Per il brindisi di benvenuto al party, l'occhialeria Luxol ha scelto di affidarsi al vino MULLER THURGAU, Frizzante a rifermentazione in bottiglia come tradizione vuole, dal profumo intenso ed aromatico che ricorda la rosa, la pesca e l'albicocca, a cui seguono note leggere di pane e lievito, prodotto dall'Azienda Agricola Pian delle Vette di Feltre, eccellenza vinicola nelle Dolomiti Bellunesi.

L'Azienda, nata all'inizio del 2000 grazie ad un finanziamento Interreg, è stata acquisita l'8 giugno 2016 dai due imprenditori feltrini Egidio D'Incà e Walter Lira, che l'hanno saputa rilanciare come produzione e marchio.

Ciò che accomuna i due imprenditori è la passione per il proprio territorio e il desiderio di creare un modello esemplare di agricoltura, puntando sulla qualità rispettando l'ambiente

Il vigneto e la cantina si trovano a Vignui, su questi terroir crescono le bacche rosse tipo Teroldego, Gamaret e Diolioner, oltre al Pinot Nero, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'Igt Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller e Traminer); dal 2009 viene prodotto uno spumante metodo classico (Pinot Nero / Chardonnay 50/50) millesimato che rimane a riposo sui lieviti per 72 mesi.

Due prestigiosi risultati hanno recentemente incoronato un'eredità degna del nuovo cambio di gestione: in occasione della partecipazione al BeoWine Fair di Belgrado (la più grande fiera del settore vitivinicolo del Sud Est Europa), l'Azienda Agricola Pian delle Vette si è vista consegnare una medaglia d'oro per il Pinot Nero 2012 e una d'argento per il GranPasso del 2010. 

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