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Un debutto in grande stile per il Dop Piave Vecchio e i vini bellunesi al Vinitaly 2018.

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Un debutto in grande stile, in un prestigioso palcoscenico come quello del Vinitaly di Verona, la più importante fiera del settore vinicolo italiano, ha visto protagonisti - martedì 17 aprile 2018 - cinque pregiati vini bellunesi, tra cui anche il nostro Granpasso Uve Teroldego annata 2010 - Carattere Deciso, detentore della medaglia d'oro al Concorso "Wine of The Year 2017" indetto dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Austria e Italia, abbinati al formaggio Dop Piave Vecchio Selezione Oro, prodotto esclusivamente con latte bellunese, nel pieno rispetto delle antiche regole e tradizioni dell'arte casearia, dal sapore intenso e fruttato che lo rende inconfondibile nel colore, nella pasta e al palato. Un formaggio vincitore di numerosi premi e riconoscimenti ufficiali: dal trionfo agli Italian Cheese Adwards al Caseus Veneti.

Uno speciale ed inedito abbinamento fortemente voluto da Confagricoltura, nel cui stand si è svolta una presentazione - degustazione delle eccellenze gastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, alla presenza di numerosi enologi, giornalisti e addetti del settore, per dare il giusto risalto alla viticoltura bellunese, che nel solco di un'antica tradizione sta riscoprendo sempre più il proprio potenziale enologico, con vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al clima e al terroir di montagna.

Protagonisti di questo particolare ed inedito connubio sono stati cinque viticoltori bellunesi facenti parte del Consorzio di Tutela Coste del Feltrino, assieme ad alcuni componenti della Confraternita del Formaggio Dop Piave, introdotti dagli interventi del giornalista enogastronomico bellunese Alberto Marcomini, Enzo Guarnieri, Predidente del Consorzio Coste del Feltrino, Gianpaolo Cet, Presidente di Piwi Veneto (viti resistenti), Fabio Bona, Presidente della Confraternita Dop Piave e da Diego Donazzolo, Presidente di Confagricoltura Belluno.

Davvero molto interessante è stato il discorso di Enzo Guarnieri che ha riferito come la Provincia di Belluno sia stata fino alla prima metà del Novecento una zona di grande produzione vinicola (soprattutto nel Feltrino), riuscendo ad ottenere 80.000 ettolitri di vino all'anno. Un patrimonio che poi è andato disperso a causa dello scoppio della Grande Guerra e dell'avvento della fillossera, della peronospora e dell'oidio.

Oggi lungo i cinquanta chilometri che vanno dalla Conca dell'Alpago alla Città di Feltre, si è sviluppata una viticoltura eroica che presenta pendenze elevate e notevoli difficoltà di meccanizzazione, che ha permesso di recuperare varietà autoctone come Bianchetta, Pavana, Gata, Turca, e alcune varietà internazionali come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer Aromatico e Manzoni Bianco. Attualmente le aziende vinicole del Consorzio Coste del Feltrino coltivano venti ettari di vite con una produzione di 1.200 ettolitri di vino annui. 

In conclusione, anche questa passerella del Vinitaly 2018 si è rivelata un'importante occasione per far comprendere al grande pubblico l'alta qualità dei vini bellunesi che ben si identificano con le peculiarità del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, sposando il rispetto delle antiche tradizioni all'uso smisurato della tecnologia. 

Una bella realtà montana che sta crescendo, ma che va fatta conoscere sempre di più in altri prestigiosi contesti nazionali ed internazionali. 

 

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Artista in Cantina. Laboratorio di Pittura Creativa a Pian delle Vette.

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L'arte non rappresenta soltanto un diversivo alla nostra quotidianità ma anche un efficace strumento di miglioramento e di sensibilizzazione alla portata di ognuno di noi, a patto che ci si avvicini con la dovuta sensibilità e disponibilità a mettere in discussione qualche nostra certezza o convinzione personale.

A conferma di questa nobile affermazione riguardo all'importanza che assume l'arte nella vita di tutti i giorni, il ricercatore americano Harold J Dupuy ha affermato che quando contempliamo un'opera d'arte rilasciamo dopamina, un neurotrasmettitore che regola l'umore.

Questo lo ha confermato anche una recente ricerca italiana condotta dall'Istituto Clinico Humanitas di Milano che ha messo in relazione la salute psicofisica di ogni essere umano con la cultura, in particolar modo con l'arte: "il bello" provoca emozioni, sensazioni e piacevoli ricordi capaci di agire sulla mente umana apportando benefici maggiori di quelli che si possono generalmente ottenere assumendo farmaci specifici.

Nella nostra vita, per vivere meglio, serve più arte. Perchè come sosteneva il grande artista Pablo Picasso "l'arte scuote dall'anima la polvere accumulata dalla vita di tutti i giorni". Persino Alain De Botton e Jhon Armstrong, che proprio attorno a questa idea hanno costruito la loro scuola e il loro movimento, hanno da sempre sostenuto che l'arte permette di risolvere i problemi della vita e trovare la felicità. 

Non è quindi una novità che l'arte rappresenti un potente mezzo per instaurare relazioni soddisfacenti e superare le proprie ansie e paure, ma oggi abbiamo senza dubbio delle ragioni fondate, per essere certi che da questa possiamo trarre davvero degli ottimi benefici per la nostra salute umana.

Sicuramente è proprio partendo dallo sviluppo di queste idee che Giulia del Cappellano ha voluto far nascere Arte Officina con lo scopo di rendere l'Arte fruibile in ogni settore lavorativo in modo da poter migliorare ulteriormente l'impatto di ogni attività attraverso la realizzazione di soluzioni creative attraenti ed estetiche.

Ciò che contribuisce a rendere l'arte unica al mondo è che può svilupparsi ovunque. Può confondersi tra le persone più comuni oppure dietro ad oggetti banali che circondano la vita di tutti i giorni, per poi riuscire a brillare di nuova luce davanti agli occhi di un essere umano che sia in grado davvero di riconoscerla ed apprezzarla.

Inoltre non è da considerarsi una novità anche il fatto che l'arte italiana abbia fatto il suo ingresso anche nelle cantine vinicole italiane. Non lo è nemmeno per l'Azienda Agricola Pian delle Vette che ha accettato ben volentieri di organizzare in collaborazione con Arte Officina di Giulia del Cappellano il laboratorio di pittura creativa Artista in Cantina, che si terrà sabato 24 marzo 2018 alle ore 14:00 e che sarà condotto da Elisa Rossi, artista figurativa di fama internazionale specializzata in pittura ad olio, che vanta un'esperienza pluriennale nell'insegnamento sia a privati che in ambito aziendale.

Obiettivo di questo evento creativo al quale possono partecipare - previo pagamento della relativa quota d'iscrizione di € 80,00 - da un minimo di quattro ad un massimo di dodici persone, è imparare a selezionare, mettere a fuoco e interpretare in modo corretto la bellezza della realtà che ci circonda, attraverso il disegno artistico e la pittura.

Ogni partecipante avrà a disposizione quattro ore per dare vita alla sua opera d'arte. Proprio dopo aver dato libero sfogo alla propria fantasia, ingegno e vena artistica, seguirà una degustazione di tre vini di alta qualità prodotti da Pian delle Vette Cantina di Montagna con possibilità di scelta di abbinarli ad un entrèe di formaggi e sopressa locale oppure ad un piatto tipico della cucina bellunese.

Artisti in Cantina è un laboratorio che nasce anche per promuovere e valorizzare la conoscenza delle antiche tradizioni dei nostri luoghi di montagna, dove tutt'oggi è ancora il suono delle campane a scandire il trascorrere del tempo.

Egidio D'Incà e Walter Lira, i due gestori della Società Agricola Pian delle Vette, sono convinti che il profumo del vino, protagonista ed ospite indiscusso di questo evento, sarà il pretesto e l'occasione per lo sviluppo di altri discorsi, storie e scambi culturali tra i diversi linguaggi dell'arte. 

Per prenotazioni e/o richieste di maggiori informazioni, si prega di inviare un'e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    

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Pian delle Vette, un'azienda agricola di nicchia alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

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Per molti può sembrare una curiosa novità, ma di viticoltura a Belluno e, in particolar modo nel Feltrino, se ne parla già da diversi secoli. Infatti, proprio nell'archivio storico del Comune di Feltre si trovano numerosi riferimenti a particolari statuti che disciplinavano la coltura della vite sin dal lontano millecinquecento e, inoltre, nel '600 il Canonico della Cattedrale di Belluno Giovan Battista Barpo nei suoi libri "Le delizie e i frutti dell'agricoltura e della villa" dedica proprio un capitolo a "Delle uve, delle viti e dei recipienti per il vino" andando a descrivere minuziosamente le principali tipologie di uva locali fornendo preziosi consigli per la loro coltivazione.

Purtroppo la diffusione dell'oidio, della peronospora e della fillossera, lo scoppio della Grande Guerra, l'emigrazione dei primi del novecento e la massiccia industrializzazione avvenuta dopo il disastro del Vajont, portarono in breve tempo all'abbandono della coltivazione della vite a Belluno.

Nel corso di questi anni c'è stata però una rinnovata attenzione ed interesse verso la vite da parte di alcune aziende agricole bellunesi che hanno saputo recuperare i terreni vocati alla sua coltivazione, riprendendo così una produzione che, seppur limitata quantitativamente, riesce a riscuotere notevoli consensi, apprezzamenti e riconoscimenti in Italia, e all'estero, per l'alta qualità dei vini

Attualmente sono 147 gli ettari di vigneti presenti in Provincia di Belluno, una sessantina dei quali appartengono a produttori trevigiani che hanno scelto di espandersi a Belluno per proseguire il Metodo Tradizionale. Il vino biologico, invece, è un fenomeno in costante crescita: sono già quattro le aziende bellunesi in possesso della relativa certificazione. 

Uno degli aspetti più curiosi che riguarda il mercato del vino bellunese è l'incremento del numero di donne che si dedicano alla viticoltura in Provincia di Belluno in quanto sembra che questa attività rappresenti una valida opportunità per conciliare la vita familiare con il proprio lavoro. 

Un secondo aspetto molto interessante riguarda i piccoli produttori che hanno ripreso la coltivazione della vite in zone di montagna, limitando sempre più l'utilizzo dei fitofarmaci sia per una questione economica, sia soprattutto per rispettare e tutelare maggiormente l'ambiente che circonda le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi, dichiarate Patrimonio dell'Umanità.

Certamente l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata a Vignui di Feltre, piccolo borgo immerso alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che, pur avendo dimensioni ridotte, ha saputo coniugare negli anni la riscoperta della viticoltura locale con le nuove tecnologie enologiche, nel pieno rispetto della tradizione e dell'ambiente circostante.

Qui la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portatrici dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli. 

I vini prodotti da Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità.

La società agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali in diversi settori economici, hanno coronato il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura riuscendo a rilanciare questa Cantina sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti proprio per l'alta qualità dei loro vini di montagna

A Pian delle Vette ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata appositamente per ottenere prodotti unici lontani dal rispetto di mode e di tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret, Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante rientra anche nella DOC Serenissima.

La coltivazione della vite viene da sempre effettuata nel pieno rispetto dell'ambiente che circonda il territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Pian delle Vette rappresenta un modello di viticoltura di montagna che dimostra come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione del vigneto, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, sempre nel pieno rispetto della natura e delle tradizioni locali.       

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I Vini Pian delle Vette protagonisti alla mostra Walter Resentera. Le Figure sui Muri.

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Venerdì 29 dicembre 2017 è finalmente calato il sipario su uno degli eventi culturali maggiormente voluti e sostenuti dall'Amministrazione Comunale Feltrina, ovvero la cerimonia d'inaugurazione della mostra "Le Figure sui Muri" dedicata all'artista feltrino Walter Resentera, che si è svolta alle ore 17:00 nel prestigioso Teatro de La Sena del Comune di Feltre, alla presenza del Sindaco Paolo Perenzin, dell'Assessore alla Cultura Alessandro Del Bianco, della curatrice della mostra Tiziana Casagrande, dell'Architetto Giuliana Zanella e di Michela Tessari, autrice di un saggio in catalogo, che introdurrà il video sulla pittura murale realizzato da Matteo Meldolesi

L'Enoteca Contemporanea di Paolo Grando ha avuto l'onore di curare il rinfresco preparando per l'occasione tre bocconi speciali ispirati all'affresco realizzato in Birreria Pedavena dal pittore feltrino "La Leggenda dei Monti Pallidi", preparati con alcuni prodotti tipici locali come la peperonata feltrina, il formaggio Piave Oro, lo stracchino del Caseificio Montegrappa, erbette montane raccolte al chiaro di luna ispirati dalla famosa leggenda, innamorati della figlia del Re della Luna.

Alla mescita, non potevano mancare i pregiati vini di alta qualità prodotti dall'Azienda Agricola Pian delle Vette di Vignui di Feltre, che ricordano l'armonia del paesaggio, la quite dei luoghi delle Dolomiti Bellunesi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità, che li arricchisce di profumi ed aromi garantendo tipicità e unicità.

Walter Resentera: il ritratto di un'epoca italiana.

Walter Resentera nacque il 9 febbraio 1907 a Seren del Grappa (Belluno) da Ernesto Quintino e Olga Scopel. La famiglia si trasferì a Pedavena dove instaurò un profondo rapporto d'amicizia con il titolare della fabbrica di Birra "Pedavena" Giovanni Luciani. 

L'artista conseguì il diploma di ragioniere a Padova, ma, fin da giovanissimo, palesò una spiccata passione e inclinazione per il disegno e la pittura. 

Dopo aver svolto il servizio militare a Verona, nel 1928 si spostò a Milano, con l'idea di vivere di sola pittura, ma dovette trovarsi presto un'altra occupazione per sopravvivere e mettere in luce il suo talento.  Nel frattempo non disdiceva frequentare i classici ritrovi degli artisti milanesi quali il Caffè - Ristorante Savini e la Trattoria Bagutta, dove divenne amico, tra gli altri, di Anselmo Bucci, Mario Vellani Marchi, Giuseppe Novello, Achille Funi, Bernardino Palazzi, dei cartellonisti Mondaini e Sinòpico e di molti altri scrittori come Bacchelli, Rocca, Montale, Gadda, Monelli, Santucci e Zavattini.

Nel febbraio 1929, dopo aver incontrato il grande cartellonista Marcello Dodovich, iniziò a lavorare per lui riuscendo così ad emergere e a farsi conoscere nel mondo dei manifesti pubblicitari e dell'illustrazione.

Successivamente lavorò per Valentino Bompiani, con il quale strinse anche un rapporto d'amicizia, per "L'Illustrazione Italiana", "La Lettura" e altre riviste.

Inoltre riusci a vincere vari concorsi per la cartellonistica di regime. Negli anni Trenta, Walter Resentera riscosse un notevole successo per la sua elevata capacità di interpretare in modo autonomo lo spirito "romano" dell'epoca. Proprio per questo, si guadagnò la stima di Duilio Cambellotti, Arturo Martini, Enrico Sacchetti e del critico Ugo Ojetti.

Resentera si espresse anche nella pittura murale ad affresco, tempera e mosaico. Oltre che per palazzi privati, realizzò i cicli del Ministero dell'Aereonautica a Roma, in collaborazione con Dudovich, del palazzo della Rinascente e dell'aereoporto Forlanini a Milano, Le Leggende dei Monti Pallidi nella Birreria di Pedavena, la volta delle centrali elettriche di Soverzene e Somplago, nonchè l'affresco nella Sala delle Assemblee nella sede milanese dell'Associazione delle Imprese Edili e complementari della Provincia di Milano e il vasto mosaico per lo stabilimento Dreher di Massafra.

Restio a far parte di scuole, movimenti e gruppi, espose in radio e solo dalla metà degli anni Sessanta, quando si trasferì a Monza. Finì per rinchiudersi in sè stesso e uscì dall'isolamento dipingendo quadri da cavalletto nei quali mostrava una particolare abilità nel ritratto. Sentendosi spaesato nell'ambiente milanese, Walter Resentera si trasferì nel 1976 a Treviso dove si aspettava che gli venisse riconosciuta la propria personalità creativa, ma le attese non furono esaudite. 

Dopo la scomparsa della moglie Adriana, nel 1991, l'artista ebbe un crollo psicofisico e fu accolto dal nipote a Schio. Qui si spense il 28 luglio 1995.

Walter Resentera. Le Figure sui Muri.

La mostra di opere dedicata a questo artista feltrino, vuole rappresentare un'istantanea storica del periodo a cavallo tra gli anni '30 e '40 ed è suddivisa in 8 sezioni dedicate alla creatività e al grande talento di Walter Resentera, proponendo una raccolta di 160 opere di pittura murale, illustrazione e cartellonistica

Al piano terra della Galleria d'Arte Moderna "Carlo Rizzarda" di Feltre, sede di questa prestigiosa vetrina, sono esposte le grandi riproduzioni fotografiche, i bozzetti a tempera, carboncino e matite su carta realizzati dal pittore feltrino, assieme ad un video - documentario che presenta e descrive i monumentali affreschi della Birreria Pedavena, della volta della centrale idroelettrica di Soverzene e il fregio della centrale idroelettrica di Somplago. 

Nelle altre stanze della Galleria, oltre alla biografia ricostruita attraverso foto e documenti storici, si incontrano la stagione dell'illustrazione, con l'esposizione di riviste, volumi e cartoline d'poca, la pubblicità per il Bovis comparsa su "Le Tre Venezie", la copertina per "La Lettura", "L'Illustrazione Italiana" e la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia", il periodo milanese, con la frequentazione del Ristorante Bagutta dove gravitavano gli artisti, le commissioni della famiglia Borletti - Brustio e l'affresco della Sala delle Assemblee del Circolo delle Imprese Edili e affini della Provincia di Milano.

Di grande impatto sono le opere degli illustri modelli della pittura rurale: Mario Sironi, Achille Funi e Massimo Campigli. Un'ampia sezione è dedicata ai manifesti realizzata grazie alla preziosa collaborazione del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Si va dalle affiches che pubblicizzano prodotti commerciali ai cartelloni della propaganda di regime. 

Il percorso nella cartellonistica della mostra feltrina espone rari pezzi dell'arte di Resentera sia pubblicitari, sia celebrativi. La sezione Walter Resentera / Marcello Dudovich: l'allievo, il maestro e il suo fantasma ricostruisce il complicato rapporto tra l'artista e il celebre suocero, illustrando le imprese decorative realizzate a quattro mani proponendo un'ampia selezione di tempere del grande artista triestino.

Il principale obiettivo di questa esposizione d'arte feltrina è mettere in risalto l'elettricità di un artista che è stato non solo testimone, ma anche protagonista indiscusso di un'epoca storica italiana nella quale arte e contesto storico - politico erano allineate in una sorta di simbiosi creativa. Si pensi, ad esempio, alla produzione cartellonistica del ventennio fascista, in cui il tratto grafico, chiaroscuri ed improvvisazione volumetrica, contribuivano a consolidare e a far nascere un'estetica di regime.

Per tutti gli appassionati d'arte e di storia locale, Pian delle Vette Cantina di Montagna consiglia di visitare questa importante mostra che rimarrà aperta dal 30 dicembre 2017 al 29 aprile 2018, con i seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10:30 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00. Costo biglietto d'ingresso € 5,00 ridotto € 3,00. 

 

 

 

 

 

 

 

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L'enologia bellunese e il successo del Consorzio Coste del Feltrino.

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Il movimento enologico bellunese, in questi ultimi anni, sta prendendo sempre più forma e coscienza del proprio potenziale che può offrire ai tanti amanti e consumatori di vino locale. Oggi la Provincia di Belluno è un territorio vocato alla viticoltura. A confermarlo è l'Associazione Italiana Sommelier sempre più partecipe ed entusiasta nel riconoscere l'ottimo lavoro svolto dai viticoltori bellunesi, impegnati nel riprendere una tradizione vitivinicola dal passato glorioso, poi andata quasi perduta.

Proprio l'AIS di Belluno ha organizzato recentemente una serata dedicata alla presentazione delle Cantine Vitivinicole aderenti al Consorzio Coste del Feltrino confrontandosi con queste sull'ottimo lavoro che è stato svolto finora e sui prossimi obiettivi che questa neo-nata realtà vuole perseguire.

Durante l'evento, Enzo Guarnieri - attuale presidente del Consorzio - ha posto in evidenza come fin dall'ottocento il territorio della Provincia di Belluno era predisposto per la coltivazione della vite; poi la povertà, l'emigrazione, le guerre e l'avvento della fillossera hanno portato all'oblio la viticoltura bellunese

Le varietà autoctone della zona (Bianchetta, Pavana, Turca, Gata) hanno rischiato quasi di scomparire per lasciare spazio alla più resistente e facile coltivazione dell'uva americana.

Negli ultimi anni però la tendenza è cambiata soprattutto grazie al coraggio e alla caparbietà di alcuni viticoltori che hanno portato alla riscoperta alcuni vitigni autoctoni locali e, successivamente, dopo numerose sperimentazioni e prove in campo, hanno aggiunto al regolamento del Consorzio alcuni vitigni internazionali, che si sono adattati molto bene al terroir e la nostro clima dolomitico. 

Con questo regolamento, teso a restringere ancora di più l'attuale disciplinare dell'Indicazione Geografica Tipica IGT "Vigneti delle Dolomiti" che oggi caratterizza e regolamenta quest'area, i risultati ottenuti sono stati davvero sorprendenti sia per quanto riguarda la produzione, ma soprattutto la qualità del prodotto finale.

Se inizialmente il vino locale non incontrava appieno i gusti dei suoi consumatori, di anno in anno gli accorgimenti in vigna, una maggiore attenzione alle lavorazioni in cantina e nuove sperimentazioni, hanno contribuito al rilancio dell'enologia bellunese riuscendo ad incuriosire persino prestigiosi esperti del settore vitivinicolo e gastronomico.

Anche i numeri di questa escalation parlano chiaro: sono nove le aziende agricole bellunesi che sono state inserite sulla guida regionale Vinetia 2018 contro le tre del 2016 e, inoltre, c'è anche chi, come Pian delle Vette Cantina di Montagna quest'anno ha avuto l'onore di poter partecipare ad importanti eventi, concorsi e manifestazioni italiane e internazionali legate al mondo del vino, portando a casa numerosi premi e riconoscimenti ufficiali proprio per l'alta qualità dei propri vini prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo immerso nelle atmosfere incantate del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dove il suono delle campane scandisce ancora il trascorrere del tempo arricchendo i nostri pregiati vini di note uniche che regalano emozioni e sensazioni indimenticabili. 

 

 

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I Vini Pian delle Vette protagonisti all'Antica Fiera di San Matteo.

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Gusto, artigianato e antiche tradizioni rivivono anche quest'anno nell'Antica Fiera di San Matteo, evento che si svolgerà a Feltre (BL) dal 4 al 5 novembre 2017, con un ricco e variegato programma di appuntamenti ed eventi.

Accanto alle consuete bancarelle con i prodotti tipici della Provincia di Belluno, ci saranno artigiani che daranno dimostrazione delle loro abilità manuali proponendo laboratori di intrecci con salici e vimini locali, numerosi ed interessanti convegni dedicati all'approfondimento della biodiversità e dell'agricoltura biologica in Italia e degustazioni di vini bellunesi di alta qualità, abbinati a prodotti gastronomici locali a Km 0

L'Antica Fiera di San Matteo nasce diversi anni fa per celebrare la Noce di Feltre ed è stata recentemente ripristinata allo scopo di favorire e promuovere la biodiversità locale con altri prodotti agricoli della tradizione di rinomata qualità, come ad esempio i Fagioli di Lamon, il Mais Sponcio per la preparazione della polenta, i Marroni Feltrini, la Nocciola Mestega delle Dolomiti, la Mela Prussiana e la Patata di Cesiomaggiore.

La noce di Feltre.

Fino alla metà del Novecento la produzione di noci nel Feltrino era circa un terzo di quella dell'intera Regione del Veneto. Dopo decenni di quasi totale abbandono, in questi ultimi anni è iniziato un recupero e una valorizzazione di questo antico frutto. 

Nel territorio della Provincia di Belluno esistono tre tipologie di noce: Feltrina, Comune e Cocona. A differenza delle altre varietà, la Noce di Feltre ha la caratteristica della premicità, ovvero si rompe molto facilmente, solo schiacciandola tra le dita.

Questa varietà di noce presenta una forma ovoidale, con base arrotondata ed apice appuntito, con margine delle suture quasi nullo. Il peso medio varia dai 6 ai 10 grammi; il guscio è chiaro e di spessore leggermente più sottile rispetto alle medie riscontrabili per altre varietà, con un gheriglio che si rimuove facilmente dal guscio. 

L'albero della noce non fornisce solo un frutto gustoso, energetico e facile da conservare. Dall'arbusto si ricava un legno pregiato che viene impiegato per la realizzazione di arredi e complementi d'arredo. Dalle foglie, dalla corteccia, dal mallo e dai gusci vengono estratte invece delle sostanze per uso farmaceutico e cosmetico.  

Raccolta in autunno, la noce Feltrina è ampiamente utilizzata in cucina nella preparazione di antipasti, primi e secondi piatti, dolci, caramellati, gelati e liquori tipici locali come il "noccino"

La Noce di Feltre è inserita nell'albo dei prodotti agroalimentari tradizionali nazionali con la denominazione "Noce di Feltre" (P.A.T. - Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - D.M. 350/1999), nella Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi, nonchè nella Carta Qualità del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Anche Pian delle Vette Cantina di Montagna parteciperà a questa fiera agricola con i propri vini di alta qualità che ricordano l'armonia del paesaggio e la quiete dei luoghi delle Dolomiti Bellunesi. 

Scoprite i nostri pregiati vini di montagna visitando il nostro sito web www.piandellevette.it e non perdete l'occasione di venire a degustarli dal vivo nel nostro stand all'Antica Fiera di San Matteo a Feltre. 

 

  

 

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Degustazione vini del Consorzio "Coste del Feltrino".

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Uniti per far rinascere l'antica tradizione della viticoltura feltrina è questo l'obiettivo del Consorzio "Coste del Feltrino", nato nel marzo del 2015 e che oggi conta 11 aziende agricole, tra cui Pian delle Vette Cantina di Montagna, impegnate nella viticoltura storica.

Le aziende aderenti sono di piccole - medie dimensioni e si estendono su una superficie complessiva di 20 ettari, con la speranza di arrivare a 30 già dal prossimo anno.

Il Consorzio nasce con l'idea di riunire i principali produttori di vino dell'area del Feltrino nell'ottica della piena valorizzazione e recupero delle varietà tipiche autoctone come la Pavana, la Bianchetta e la Gata, più adatte per ottenere prodotti d'eccellenza.

Obiettivi primari del Consorzio sono, da un lato promuovere una nuova concezione di viticoltura sana, non intensiva e pienamente sostenibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale, che vieti l'utilizzo di prodotti fitosanitari tossici e gli interventi a calendario, limitando quanto più possibile il numero dei trattamenti, nel pieno rispetto del territorio delle Dolomiti Bellunesi e pienamente integrata con le altre attività agricole già esistenti. Dall'altro, offrire ad aziende agricole e privati un'opportunità di diversificazione e sviluppo delle proprie attività agricole, contribuendo così a evitare l'abbandono delle nostre campagne e la perdita di valenza turistica. 

Per realizzare tutto questo, nel corso degli anni è stato predisposto un disciplinare interno che ogni singolo associato deve rispettare per poter continuare a contraddistinguere le proprie bottiglie di vino con il marchio del neo nato Consorzio. Le principali regole di produzione prevedono che si possano coltivare solo alcune delle varietà ammesse per la Provincia di Belluno, insieme ad altre internazionali fortemente legate al nostro territorio montano che hanno prodotto nel tempo risultati enologici di eccellenza.

L'area del Consorzio "Coste del Feltrino" è limitata ai versanti con le migliori esposizioni, con l'esclusione dei fondovalle e delle zone umide, e coincide con un'area geografica che fino al secolo scorso era ampiamente vitata e che oggi comprende i comuni di Arsiè, Fonzaso, Feltre, Seren del Grappa, Pedavena, Sovramonte, Lamon, Cesiomaggiore, San Gregorio nelle Alpi e Santa Giustina. 

In questi ultimi anni il movimento enologico bellunese sta prendendo sempre più forma attraverso un crescendo della quantità, ma soprattutto della qualità del vino, che ha già permesso a tre cantine aderenti al Consorzio di essere presenti su Vinetia 2018, la più importante guida enologica del Veneto. 

Mercoledì 25 ottobre 2017 alle ore 20:00 al Ristorante Nogherazza di Belluno (BL) Enzo Guarnieri, attuale presidente del Consorzio, illustrerà ai presenti la sinergia che si è creata negli anni e che, tutt'oggi, si sta sviluppando tra le aziende vitivinicole bellunesi per continuare a realizzare vini che esprimano davvero le qualità delle nostre pregiate uve e del territorio di montagna.

Al termine della serata, seguirà una degustazione di vini delle Dolomiti Bellunesi prodotti da 5 aziende del Consorzio, tra cui il nostro MAT'55 Millesimo 2009 - Sublimazione dell'Attesa che è stato premiato come miglior spumante Metodo Classico alla 35^ edizione della Festa dell'Uva di Fonzaso (BL). 

 

 

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A Pian delle Vette si vendemmia!

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Quest'anno a Pian delle Vette la vendemmia è iniziata il 28 agosto 2017, in anticipo di ben 15 giorni rispetto all'anno scorso, partendo naturalmente con le basi spumanti, ovvero quelle che ci permetteranno di degustare nel 2024 uno dei nostri vini fiore all'occhiello: il MAT' 55 - Sublimazione dell'attesa.

Prima il Pinot Nero poi lo Chardonnay, questi sono i due vitigni che sicuramente ci regaleranno presto emozioni forti ed uniche.

Nel rispetto delle tradizioni vitivinicole di un tempo, la vendemmia 2017 si è svolta manualmente selezionando i migliori grappoli d'uva che sono stati raccolti in cassette di plastica e stoccati per una notte in una cella frigorifera ad una temperatura di 10°C- 12°C per evitare l'insorgere di possibili fermentazioni spontanee che avrebbero potuto compromettere la qualità finale del mosto.

Successivamente, si è svolta la pigiatura morbida dell'uva utilizzando una pressa pneumatica che ci ha consentito di prelevare il fiore mosto per garantire il massimo della qualità al nostro  futuro MAT' 55.

Infine è stato avviato il processo di fermentazione del vino che rappresenta un momento magico che determinerà il successo del nostro lavoro e, soprattutto, la qualità dei nostri vini di montagna prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo della Città di Feltre immerso nella natura ancora incontaminata del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. 

La vendemmia a Pian delle Vette Cantina di Montagna.

 

 

 

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