Enoteca Contemporanea nella top 5 del Gambero Rosso

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Nella top 5 dei migliori bar d'Italia c'è un nome nuovo, quello dell'Enoteca Contemporanea di via XXXI Ottobre a Feltre (BL), che si è aggiudicata il posto nella guida 2018 del Gambero Rosso e, inoltre, questo mese è stata anche recensita nella rivista del più rinomato circolo dedicato all'universo enogastronomico.

Il Gambero Rosso descrive l'Enoteca Contemporanea come un minuscolo gioiellino tutto da scoprire, particolare e intrigante che ha rotto gli schemi della tranquilla scena enogastronomica feltrina.

Molto originali sono i suoi arredi in pietra e legno delle Dolomiti curati dall'artista Luca Rento, e originale è anche la sua offerta che copre tutto l'arco della giornata puntando sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali del territorio.

Si parte dalle colazioni, con le brioche artigianali di un panettiere di fiducia o con il pane servito insieme al burro di una latteria locale (oppure di una malga nel periodo estivo) e con le marmellate di un'azienda agricola di Lentiai (BL) che fornisce anche i succhi di frutta, ma non mancano nemmeno yogurt artigianale e miele prodotto da apicoltori della zona. Una nobile miscela di pura Arabica è la base ideale per caffè dal gusto elegante, cremosi e ben fatti.

Dall'ora dell'aperitivo, il locale diventa enoteca proponendo una vasta scelta di vini locali, tra cui anche quelli prodotti dall'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata alle porte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Aperitivi sempre molto ricercati con un'eccellente proposta di vini alla mescita tra rossi, bianchi, bollicine e Champagne da affiancare - oltre alle ostriche sempre presenti - a gustosi assaggi preparati al momento dallo chef al banco realizzati con salumi, formaggi e verdure, ma anche tartare e cruditè di pesce e altre delizie come ad esempio le acciughe cetaresi marinate nel latte servite con stracchino senza lattosio.

Oltre alla qualità del servizio e del locale, il successo che ha portato Paolo Grando, titolare dell'Enoteca Contemporanea, ad ottenere questo prestigioso riconoscimento sta anche nella sua mission, ovvero educare le persone al bere e al gusto del bere proponendo ai clienti un percorso enogastronomico che li conduca ad apprezzare e a conoscere meglio il vino.

 

   

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I "Vini Pian delle Vette" protagonisti al FuoriSalone di Milano.

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Grazie all'occhialeria Luxol, nata nel 1969 dalla passione di una famiglia nel cuore del Distretto Industriale dell'Occhiale a Lozzo di Cadore, Pian delle Vette sarà quest'anno presente al FuoriSalone 2017, manifestazione clou che si svolge ogni anno a Milano in concomitanza al Salone del Mobile, in scena nei padiglioni di RHO Fiera nel mese di aprile.

Il FuoriSalone nasce come iniziativa autonoma da parte delle aziende che operano nel settore dell'arredamento e del design industriale nei primi anni 80.

Con il passare del tempo, l'evento si è esteso a molti altri settori affini, tra cui l'auto motive, tecnologia, arte, moda e food.

Martedì 4 aprile è iniziata ufficialmente la Design Week, 6 giorni non stop di eventi che coinvolgeranno tutta la città.

In concomitanza con lo svolgimento del Salone del Mobile le vie del centro di Milano si stanno sempre più animando di mostre, presentazioni di nuovi brand e prodotti, installazioni e allestimenti vari, ma anche tanti party ed eventi.

Proprio in questi giorni l'occhialeria Luxol è impegnata nell'esposizione a Tortona, presso COOL HUNTER Italy Temporary Space, delle collezioni del suo neonato brand di occhiali da sole denominato T(eye)M.

Le nuove creazioni rappresentano una rivisitazione creativa e di design che accosta gli stili tipici degli anni passati a materiali sempre più all'avanguardia e di ultima generazione.

Nella giornata di domenica 9 aprile alle ore 17:30, presso lo spazio dedicato al brand T-eye - M, verrà organizzato "Icons Party", un esclusivo aperitivo che svelerà al pubblico le grandi icone del passato che hanno ispirato l'ideazione e lo sviluppo delle prime collezioni T (eye)M.

Per il brindisi di benvenuto al party, l'occhialeria Luxol ha scelto di affidarsi al vino MULLER THURGAU, Frizzante a rifermentazione in bottiglia come tradizione vuole, dal profumo intenso ed aromatico che ricorda la rosa, la pesca e l'albicocca, a cui seguono note leggere di pane e lievito, prodotto dall'Azienda Agricola Pian delle Vette di Feltre, eccellenza vinicola nelle Dolomiti Bellunesi.

L'Azienda, nata all'inizio del 2000 grazie ad un finanziamento Interreg, è stata acquisita l'8 giugno 2016 dai due imprenditori feltrini Egidio D'Incà e Walter Lira, che l'hanno saputa rilanciare come produzione e marchio.

Ciò che accomuna i due imprenditori è la passione per il proprio territorio e il desiderio di creare un modello esemplare di agricoltura, puntando sulla qualità rispettando l'ambiente

Il vigneto e la cantina si trovano a Vignui, su questi terroir crescono le bacche rosse tipo Teroldego, Gamaret e Diolioner, oltre al Pinot Nero, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'Igt Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller e Traminer); dal 2009 viene prodotto uno spumante metodo classico (Pinot Nero / Chardonnay 50/50) millesimato che rimane a riposo sui lieviti per 72 mesi.

Due prestigiosi risultati hanno recentemente incoronato un'eredità degna del nuovo cambio di gestione: in occasione della partecipazione al BeoWine Fair di Belgrado (la più grande fiera del settore vitivinicolo del Sud Est Europa), l'Azienda Agricola Pian delle Vette si è vista consegnare una medaglia d'oro per il Pinot Nero 2012 e una d'argento per il GranPasso del 2010. 

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I "Vini Pian delle Vette" protagonisti alla Sagra dei Fisciòt di Belluno.

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Belluno la celebrazione della festa della Madonna dell'Addolorata (o Sagra dei Fisciòt) nel periodo di Quaresima è un appuntamento consolidato che ha una tradizione secolare.

Dal 1716 la statua della Madonna dei Sette Dolori, fortemente voluta dalla cittadinanza bellunese per festeggiare la fine di una pestilenza, viene portata in processione dai fedeli lungo le vie del centro storico.

Questa statua, molto cara alla devozione dei Bellunesi, custodita in un monumentale altare barocco presso la Chiesa di Santo Stefano a Belluno, è vestita con un antico manto di velluto nero e ornata con i simboli della regalità e del dolore; le mani e il suo volto sono opera dell'artista Giambattista Alchini (1657) detto il "Gusella".

Viene tolta dalla sua artistica nicchia per la processione che si effettua lungo le vie del centro di Belluno in occasione della Quaresima due domeniche prima di Pasqua.

Negli anni questa processione si è intrecciata con la vita più laica e civile di Belluno, tanto che nel 1948 la statua fu portata in processione fasciata dalla bandiera tricolore, simbolo della ritrovata libertà.

La venerazione della Madonna è una tradizione antica per la città, tutt'oggi ancora molto sentita e partecipata.

Ogni anno al momento religioso si affianca quello ludico: collocati su tutta l'area del centro, quest'anno erano presenti più di 200 operatori con banchi di dolciumi, giocattoli, articoli in vetro e ceramica, legno, bigiotteria, quadri, manufatti di vario genere, essenze, erbe aromatiche, miele ed altri prodotti tipici locali.

Anche Pian delle Vette, insieme al Consorzio Dolomiti Prealpi, ha partecipato - domenica 02 aprile 2017 - con un proprio stand a questa prestigiosa manifestazione esponendo al pubblico alcune bottiglie dei nostri pregiati vini di qualità, che recentemente hanno ottenuto importanti riconoscimenti e premi in occasione della Fiera Internazionale del Vino "BeoWine" che si è svolta nel mese di febbraio a Belgrado. 

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Vini "Pian delle Vette" doppio premio a Belgrado.

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Medaglia d'Oro per il Pinot Nero del 2012 e argento per il Gran Passo del 2010. I soci D'Incà e Lira: << Si può fare agricoltura di qualità rispettando il territorio. >>

Egidio D'Incà e Walter Lira non potevano sapere che dentro alle botti e alle bottiglie marcate "Pian delle Vette" si nascondesse un gioiello della produzione vitivinicola feltrina.

Hanno dovuto aspettare di partecipare al "BeoWine Fair" di Belgrado (la più grande fiera del settore del Sud Est Europa, che si è svolta dal 23 al 26 febbraio nella 39esima Fiera Internazionale del Turismo) assieme ad altri 150 espositori per vedersi consegnare una medaglia d'oro per il Pinot Nero 2012 e una d'argento per il Gran Passo del 2010.

Due risultati eccezionali che incoronano un'eredità degna del cambio di gestione. L'azienda ha concorso con altre due venete (otto le italiane in tutto) che sono state portate in Serbia dal Consorzio "Italia diVini & Sapori).

"BeoWine Competition è il consorzio di valutazione dei vini più importante che si svolge in Serbia ormai da oltre un decennio. Più di 200 vini provenienti da diversi Paesi dei Balcani e, quest'anno per la prima volta, anche dall'Italia. 

La competizione si è svolta a Belgrado il 18 e il 19 febbraio. I due imprenditori feltrini hanno acquisito l'azienda vincente l'8 giugno dello scorso anno dopo un periodo di crisi produttiva (era nata all'inizio del Duemila grazie a un finanziamento Interreg), e l'hanno rilanciata come produzione e marchio.

L'estensione dei terreni che si trovano a Vignui è pari a due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Teroldego, Gamaret e Diolinoer, oltre al Pinot Nero, le bacche bianche Chardonnay, Muller Turgau e Traminer, più la Bianchetta che è l'unica varietà autoctona coltivata. Tutti vitigni che si prestano molto bene in montagna.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'Igt Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego Muller e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante è Doc Serenissima.

La produzione è di 45 quintali per ettaro, un valore medio buono perché meno produzione non significa meno qualità. L'intensivo è un termine bandito visto che i trattamenti fitosanitari annui sono una decina, poco meno:   << Ci accomuna la passione per il nostro territorio e la voglia di creare un modello esemplare >>, afferma D'Incà, già noto per altre operazioni lungimiranti come il lancio del marchio "Nocciola Mestega delle Dolomiti", << siamo convinti che si può fare agricoltura puntando di più sulla qualità, e di questo devono accorgersi anche i ristoratori bellunesi. >>

Fonte: Corriere delle Alpi - 09 marzo 2017 (Francesca Valente) 

 

 

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