L'enologia bellunese e il successo del Consorzio Coste del Feltrino.

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Il movimento enologico bellunese, in questi ultimi anni, sta prendendo sempre più forma e coscienza del proprio potenziale che può offrire ai tanti amanti e consumatori di vino locale. Oggi la Provincia di Belluno è un territorio vocato alla viticoltura. A confermarlo è l'Associazione Italiana Sommelier sempre più partecipe ed entusiasta nel riconoscere l'ottimo lavoro svolto dai viticoltori bellunesi, impegnati nel riprendere una tradizione vitivinicola dal passato glorioso, poi andata quasi perduta.

Proprio l'AIS di Belluno ha organizzato recentemente una serata dedicata alla presentazione delle Cantine Vitivinicole aderenti al Consorzio Coste del Feltrino confrontandosi con queste sull'ottimo lavoro che è stato svolto finora e sui prossimi obiettivi che questa neo-nata realtà vuole perseguire.

Durante l'evento, Enzo Guarnieri - attuale presidente del Consorzio - ha posto in evidenza come fin dall'ottocento il territorio della Provincia di Belluno era predisposto per la coltivazione della vite; poi la povertà, l'emigrazione, le guerre e l'avvento della fillossera hanno portato all'oblio la viticoltura bellunese

Le varietà autoctone della zona (Bianchetta, Pavana, Turca, Gata) hanno rischiato quasi di scomparire per lasciare spazio alla più resistente e facile coltivazione dell'uva americana.

Negli ultimi anni però la tendenza è cambiata soprattutto grazie al coraggio e alla caparbietà di alcuni viticoltori che hanno portato alla riscoperta alcuni vitigni autoctoni locali e, successivamente, dopo numerose sperimentazioni e prove in campo, hanno aggiunto al regolamento del Consorzio alcuni vitigni internazionali, che si sono adattati molto bene al terroir e la nostro clima dolomitico. 

Con questo regolamento, teso a restringere ancora di più l'attuale disciplinare dell'Indicazione Geografica Tipica IGT "Vigneti delle Dolomiti" che oggi caratterizza e regolamenta quest'area, i risultati ottenuti sono stati davvero sorprendenti sia per quanto riguarda la produzione, ma soprattutto la qualità del prodotto finale.

Se inizialmente il vino locale non incontrava appieno i gusti dei suoi consumatori, di anno in anno gli accorgimenti in vigna, una maggiore attenzione alle lavorazioni in cantina e nuove sperimentazioni, hanno contribuito al rilancio dell'enologia bellunese riuscendo ad incuriosire persino prestigiosi esperti del settore vitivinicolo e gastronomico.

Anche i numeri di questa escalation parlano chiaro: sono nove le aziende agricole bellunesi che sono state inserite sulla guida regionale Vinetia 2018 contro le tre del 2016 e, inoltre, c'è anche chi, come Pian delle Vette Cantina di Montagna quest'anno ha avuto l'onore di poter partecipare ad importanti eventi, concorsi e manifestazioni italiane e internazionali legate al mondo del vino, portando a casa numerosi premi e riconoscimenti ufficiali proprio per l'alta qualità dei propri vini prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo immerso nelle atmosfere incantate del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dove il suono delle campane scandisce ancora il trascorrere del tempo arricchendo i nostri pregiati vini di note uniche che regalano emozioni e sensazioni indimenticabili. 

 

 

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Degustazione vini del Consorzio "Coste del Feltrino".

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Uniti per far rinascere l'antica tradizione della viticoltura feltrina è questo l'obiettivo del Consorzio "Coste del Feltrino", nato nel marzo del 2015 e che oggi conta 11 aziende agricole, tra cui Pian delle Vette Cantina di Montagna, impegnate nella viticoltura storica.

Le aziende aderenti sono di piccole - medie dimensioni e si estendono su una superficie complessiva di 20 ettari, con la speranza di arrivare a 30 già dal prossimo anno.

Il Consorzio nasce con l'idea di riunire i principali produttori di vino dell'area del Feltrino nell'ottica della piena valorizzazione e recupero delle varietà tipiche autoctone come la Pavana, la Bianchetta e la Gata, più adatte per ottenere prodotti d'eccellenza.

Obiettivi primari del Consorzio sono, da un lato promuovere una nuova concezione di viticoltura sana, non intensiva e pienamente sostenibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale, che vieti l'utilizzo di prodotti fitosanitari tossici e gli interventi a calendario, limitando quanto più possibile il numero dei trattamenti, nel pieno rispetto del territorio delle Dolomiti Bellunesi e pienamente integrata con le altre attività agricole già esistenti. Dall'altro, offrire ad aziende agricole e privati un'opportunità di diversificazione e sviluppo delle proprie attività agricole, contribuendo così a evitare l'abbandono delle nostre campagne e la perdita di valenza turistica. 

Per realizzare tutto questo, nel corso degli anni è stato predisposto un disciplinare interno che ogni singolo associato deve rispettare per poter continuare a contraddistinguere le proprie bottiglie di vino con il marchio del neo nato Consorzio. Le principali regole di produzione prevedono che si possano coltivare solo alcune delle varietà ammesse per la Provincia di Belluno, insieme ad altre internazionali fortemente legate al nostro territorio montano che hanno prodotto nel tempo risultati enologici di eccellenza.

L'area del Consorzio "Coste del Feltrino" è limitata ai versanti con le migliori esposizioni, con l'esclusione dei fondovalle e delle zone umide, e coincide con un'area geografica che fino al secolo scorso era ampiamente vitata e che oggi comprende i comuni di Arsiè, Fonzaso, Feltre, Seren del Grappa, Pedavena, Sovramonte, Lamon, Cesiomaggiore, San Gregorio nelle Alpi e Santa Giustina. 

In questi ultimi anni il movimento enologico bellunese sta prendendo sempre più forma attraverso un crescendo della quantità, ma soprattutto della qualità del vino, che ha già permesso a tre cantine aderenti al Consorzio di essere presenti su Vinetia 2018, la più importante guida enologica del Veneto. 

Mercoledì 25 ottobre 2017 alle ore 20:00 al Ristorante Nogherazza di Belluno (BL) Enzo Guarnieri, attuale presidente del Consorzio, illustrerà ai presenti la sinergia che si è creata negli anni e che, tutt'oggi, si sta sviluppando tra le aziende vitivinicole bellunesi per continuare a realizzare vini che esprimano davvero le qualità delle nostre pregiate uve e del territorio di montagna.

Al termine della serata, seguirà una degustazione di vini delle Dolomiti Bellunesi prodotti da 5 aziende del Consorzio, tra cui il nostro MAT'55 Millesimo 2009 - Sublimazione dell'Attesa che è stato premiato come miglior spumante Metodo Classico alla 35^ edizione della Festa dell'Uva di Fonzaso (BL). 

 

 

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Vini "Pian delle Vette" doppio premio a Belgrado.

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Medaglia d'Oro per il Pinot Nero del 2012 e argento per il Gran Passo del 2010. I soci D'Incà e Lira: << Si può fare agricoltura di qualità rispettando il territorio. >>

Egidio D'Incà e Walter Lira non potevano sapere che dentro alle botti e alle bottiglie marcate "Pian delle Vette" si nascondesse un gioiello della produzione vitivinicola feltrina.

Hanno dovuto aspettare di partecipare al "BeoWine Fair" di Belgrado (la più grande fiera del settore del Sud Est Europa, che si è svolta dal 23 al 26 febbraio nella 39esima Fiera Internazionale del Turismo) assieme ad altri 150 espositori per vedersi consegnare una medaglia d'oro per il Pinot Nero 2012 e una d'argento per il Gran Passo del 2010.

Due risultati eccezionali che incoronano un'eredità degna del cambio di gestione. L'azienda ha concorso con altre due venete (otto le italiane in tutto) che sono state portate in Serbia dal Consorzio "Italia diVini & Sapori).

"BeoWine Competition è il consorzio di valutazione dei vini più importante che si svolge in Serbia ormai da oltre un decennio. Più di 200 vini provenienti da diversi Paesi dei Balcani e, quest'anno per la prima volta, anche dall'Italia. 

La competizione si è svolta a Belgrado il 18 e il 19 febbraio. I due imprenditori feltrini hanno acquisito l'azienda vincente l'8 giugno dello scorso anno dopo un periodo di crisi produttiva (era nata all'inizio del Duemila grazie a un finanziamento Interreg), e l'hanno rilanciata come produzione e marchio.

L'estensione dei terreni che si trovano a Vignui è pari a due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Teroldego, Gamaret e Diolinoer, oltre al Pinot Nero, le bacche bianche Chardonnay, Muller Turgau e Traminer, più la Bianchetta che è l'unica varietà autoctona coltivata. Tutti vitigni che si prestano molto bene in montagna.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'Igt Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego Muller e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante è Doc Serenissima.

La produzione è di 45 quintali per ettaro, un valore medio buono perché meno produzione non significa meno qualità. L'intensivo è un termine bandito visto che i trattamenti fitosanitari annui sono una decina, poco meno:   << Ci accomuna la passione per il nostro territorio e la voglia di creare un modello esemplare >>, afferma D'Incà, già noto per altre operazioni lungimiranti come il lancio del marchio "Nocciola Mestega delle Dolomiti", << siamo convinti che si può fare agricoltura puntando di più sulla qualità, e di questo devono accorgersi anche i ristoratori bellunesi. >>

Fonte: Corriere delle Alpi - 09 marzo 2017 (Francesca Valente) 

 

 

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